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SPECIFICHE ATTUATIVE DEI CODICI IDENTIFICATIVI DI VERSAMENTO, RIVERSAMENTO E RENDICONTAZIONE

Allegato A alle «Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi»

Versione 1.3.1 - gennaio 2018

2. Generazione dell’Identificativo Univoco di Versamento image1

Secondo quanto definito nel paragrafo 7.1 delle Linee guida.

« …, ciascun Ente Creditore attribuisce ad ogni operazione di incasso un codice identificativo denominato “Identificativo Univoco di Versamento” (IUV) che non può essere associato nel tempo ad alcun altro incasso emesso dal medesimo Ente Creditore …..».

Il codice IUV assume quindi una rilevanza fondamentale « … al fine di consentire le attività di riconciliazione del pagamento da parte degli Enti Creditori e quelle di riversamento a cura dei Prestatori di servizi di pagamento… » rappresentando pertanto uno degli elementi essenziali sui quali si base il sistema pagoPA®.

Lo stesso paragrafo 7.1 delle Linee guida concede agli Enti Creditori la possibilità di « …. demandare ad un soggetto terzo, in tutto o in parte, la generazione dell’Identificativo Univoco di Versamento, curando che ne sia mantenuta l’univocità nel tempo».

2.1 Struttura del Codice IUV

La generazione di un codice IUV che risulti univoco nel corso del tempo è una responsabilità in capo all’Ente Creditore, che è libero di strutturarne la composizione secondo le proprie esigenze, facendo attenzione che tale codifica sia conforme agli standard internazionali esistenti e tenga conto in prima istanza della natura del pagamento (dovuto o spontaneo) ed in seconda istanza del numero dei “punti di generazione” del codice stesso (vedi § 2.1.2).

2.1.1 Natura del pagamento

Come indicato nel capitolo 2 delle SANP (Allegato B alle Linee guida), gli incassi che un Ente Creditore deve gestire possono essere distinti secondo due diverse modalità:

  • su iniziativa dell’Ente Creditore (o dovuti): è il caso in cui l’ente, attraverso un avviso (analogico o digitale), richiede un pagamento all’utilizzatore finale;
  • su iniziativa del debitore (o spontanei): nei quali l’utilizzatore finale - che deve effettuare, a vario titolo, un versamento a favore dell’ente - si attiva in via autonoma.

Nel primo caso (avviso analogico o digitale), in cui il pagamento può essere eseguito attraverso i canali messi a disposizione dai PSP (cfr. § 2.2 delle SANP), si rinvia al successivo § 2.2.

Nella seconda eventualità, associata ai pagamenti attivati preso l’Ente Creditore (cfr. § 2.1 delle SANP), si rimanda al successivo § 2.3. Si tenga presente che, se l’utilizzatore finale decide di effettuare il pagamento in un tempo successivo e allo scopo richiede la stampa di un avviso analogico oppure l’invio di un avviso digitale, si ricade nel caso precedente.

2.1.2 Punti di generazione del codice IUV

Il sistema pagoPA® consente ad un Ente Creditore di utilizzare uno più intermediari e/o partner tecnologici: tale circostanza fa si che la generazione dello IUV possa avvenire in maniera indipendente presso più soggetti e possibilmente non sotto il controllo diretto dell’Ente Creditore.

Tale situazione può essere presente anche presso Enti Creditori dotati di un’organizzazione complessa e articolata in più unità autonome, che hanno la necessità di generare il codice IUV in maniera indipendente.

Definiamo quindi «punto di generazione del codice IUV» qualsiasi entità, facente parte o meno dell’organizzazione dell’Ente Creditore, incaricata da questo di associare un codice IUV ad un unico pagamento presente nell’archivio dei pagamenti in attesa di cui al capitole 7 delle Linee guida.

2.1.3 Il codice di segregazione

Tutto ciò premesso, è necessario definire delle regole affinché la codifica del pagamento risulti effettivamente univoca all’interno dell’Ente Creditore nel corso del tempo: questo risultato si ottiene associando ad ogni punto di generazione del codice IUV un particolare codice che serve a segregare i domini di gestione dei pagamenti dell’ente.

Tale codice viene denominato «codice di segregazione».

L’Agenzia per l’Italia Digitale attribuisce il codice di segregazione ad ogni punto di generazione del codice IUV in funzione del soggetto che svolge il ruolo di intermediario o partner tecnologico, secondo la seguente classificazione:

  1. Erogatori di servizi centralizzati: intermediari tecnologici, riconosciuti da AgID, che erogano servizi in modalità accentrata a livello nazionale;
  2. Punti di generazione del Codice IUV: qualsiasi intermediario o partner tecnologico che non rientra nella classificazione precedente, nonché le unità autonome dell’ente.

Uno schema delle modalità di attribuzione del Codice Segregazione è riportata in Figura 2.

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Figura 2 - Attribuzione del codice segregazione

2.1.3.1 Erogatori di servizi centralizzati

Sono quei soggetti, censiti a livello generale, che erogano servizi centralizzati per una comunità di Enti Creditori con riferimento a procedure specifiche: quali, ad esempio, il SUAP, l’emissione on-line della Carta di Identità Elettronica, l’emissione dei certificati anagrafici tramite ANPR, ecc.

In alcuni casi - come ad esempio quello legato all’emissione on-line della CIE o dei certificati anagrafici, che consentono di effettuare contestualmente il pagamento del servizio - l’utilizzo della procedura centralizzata sarà obbligatorio per tutti i comuni italiani.

L’attribuzione della qualifica di erogatore di servizi centralizzati deve essere richiesta all’AgID che provvederà ad aggiornare l’elenco riportato in Tabella 1.

Tabella 1 - Elenco servizi centralizzati

codice segregazione Soggetto che eroga il servizio Servizio
99 Ministero dell’Interno Emissione on-line CIE
98 Ministero dell’Interno Emissione certificati da ANPR
97 Unioncamere SUAP
96 Automobile Club d’Italia Pago bollo

2.1.3.2 Punti di generazione del codice IUV

AgID attribuirà uno o più codici segregazione (progressivamente a salire: da 00 a 49) ad ognuno degli intermediari/partner tecnologici, ovvero entità autonome dell’Ente Creditore, secondo quanto da questi richiesto.

Se un Ente Creditore genera in proprio attraverso entità autonome il codice IUV e si avvale contemporaneamente di un intermediario o di un partner tecnologico, le entità autonome dovranno essere censite alla stregua di intermediario/partner dello stesso ente.

2.2 Numero avviso e codice IUV nel caso di pagamenti attivati presso i PSP

Nel caso dei pagamenti attivati presso il PSP è sempre presente un avviso di pagamento (analogico o digitale) al quale è associato un Numero Avviso che contiene al suo interno il codice IUV. La struttura del Numero Avviso [2] è specificata dallo schema (A), dove i componenti indicati assumono il seguente significato:

<aux digit (1n)>[<application code> (2n)]<codice IUV (15|17n)> (A)
aux digit Valore numerico che definisce la struttura del codice IUV in funzione del numero di punti di generazione dello stesso (vedi Tabella 2 a pagina 15);
application code Valore numerico che serve ad individuare la porzione dell’archivio dei pagamenti in attesa interessata dall’operazione [3]. Il dato è presente o meno in funzione del componente <aux digit> (vedi Tabella 2 a pagina 15);
codice IUV

Rappresenta l’identificativo univoco di versamento, così come definito nel paragrafo 7.1 delle Linee guida. Ad un singolo pagamento in attesa può essere associato uno ed un solo codice IUV, indipendentemente dai possibili diversi strumenti messi a disposizioni dal PSP.

Per la struttura del codice IUV si veda il § 2.2.1.

Si noti come, nella rappresentazione del precedente schema e di quelli successivi, i componenti all’interno delle parentesi quadre possano non essere presenti nell’oggetto, mentre il carattere “|” indichi la presenza in alternativa dei vari componenti oppure i possibili valori che può assumere la lunghezza del componente stesso.

2.2.1 Composizione del codice IUV

La composizione del codice IUV è rappresentata dallo schema (B) come concatenazione dei suoi componenti, che assumono il seguente significato:

[<Codice segregazione (2n)>]<IUV base (13|15|17n)>[<IUV check digit (2n)]> (B)
Codice segregazione Valore numerico che rappresenta il Codice di Segregazione (vedi § 2.1.3) Il componente è presente o meno nella struttura del codice IUV in funzione del componente <aux digit> del Numero Avviso (vedi Tabella 2)
IUV base Valore numerico che ogni Ente Creditore è libero di strutturare secondo le proprie esigenze, nei limiti indicati dalle presenti specifiche attuative. Il componente assume una lunghezza variabile in funzione del componente <aux digit> del Numero Avviso (vedi Tabella 2)
IUV check digit Rappresenta il codice di controllo dello IUV, calcolato con l’algoritmo precisato nei paragrafi successivi. Il componente è presente o meno nella struttura del codice IUV in funzione del componente <aux digit> del Numero Avviso (vedi Tabella 2 a pagina 15)

La previsione del carattere di controllo dello IUV (<IUV check digit>) non comporta per il PSP l’obbligo bensì la facoltà di verifica, consentendo al PSP stesso di controllare il Numero Avviso, con evidente efficientamento del processo di pagamento in quanto evita preventivamente la ricezione di risposte negative inviate dall’Ente Creditore.

2.2.2 Generazione del Numero Avviso e del codice IUV

La necessità di gestire l’emissione del codice IUV presso più “punti di generazione”, nonché quella di trattare particolari situazioni in essere presso gli Enti Creditori, viene realizzata attraverso l’assegnazione di valori diversi al componente <aux digit> del Numero Avviso, cosi come indicato in Tabella 2, dove i valori assegnati a tale componente determinano sia la presenza, sia la lunghezza degli altri componenti del codice IUV e del Numero Avviso.

Tabella 2 - Composizione del codice avviso in funzione dei punti di generazione dello IUV

Punti generazione IUV <aux digit> <application code> <codice segregazione> Lunghezza <IUV base> <IUV check digit> Lunghezza codice IUV
1 0 si no 13 si 15
1 1 no no 17 no 17
≥ 1 2 no no 15 si 17
> 1 3 no si 13 si 17

Come si vede da un’analisi della Tabella 2, nei casi in cui <aux digit> sia diverso da 0 la lunghezza del codice IUV è di 17 posizioni a scapito del componente <application code> che scompare e, in alcuni casi, viene sostituito dal componente <codice segregazione> (vedi § 2.1.3).

2.2.2.1 Valore 0 del componente <Aux Digit>

Si tratta dello schema per la composizione del numero utilizzabile solamente se il «punto di generazione del codice IUV» sia unico. Lo schema (NAV.0) evidenzia la composizione da utilizzare per il numero avviso:

0<application code (2n)><IUV base (13n)><IUV check digit (2n)> (NAV.0)

L’Ente Creditore può prevedere più porzioni dell’Archivio dei Pagamenti in Attesa (APA), mentre la composizione del codice IUV è definita dallo schema (IUV.0) sotto evidenziato:

<IUV base (13n)><IUV check digit (2n)> (IUV.0)

dove il componente <IUV check digit> si calcola come resto della divisione per 93 del numero ottenuto concatenando i componenti <aux digit>, <application code> e <IUV base>.

2.2.2.2 Valore 1 del componente <Aux Digit>

Si tratta di uno schema previsto per tutelare particolari situazioni pre-esistenti alla emanazione delle Linee guida [4]; tale schema è utilizzabile solamente se il «punto di generazione del codice IUV» sia unico. Lo schema (NAV.1) evidenzia la composizione da utilizzare per il numero avviso:

1<IUV base (17n)> (NAV.1)

Il codice IUV è formato dal componente <IUV base>, manca il componente <IUV check digit >.

L’Ente Creditore ha un archivio APA non partizionato oppure gestisce in proprio la segregazione tra le varie procedure aziendali, in questo caso è compito dell’ente attivare la procedura aziendale di competenza.

2.2.2.3 Valore 2 del componente <Aux Digit>

Si tratta di uno schema previsto per gestire Enti Creditori di grandi dimensioni, che però utilizzano un archivio APA non partizionato oppure che gestiscono in proprio la segregazione tra le varie procedure aziendali, anche in questo caso è compito dell’ente attivare la procedura aziendale di competenza.

Lo schema è utilizzabile se il «punto di generazione del codice IUV» è unico. Gli Enti Creditori che usufruiscono di servizi centralizzati (vedi § 2.1.3) possono utilizzare questo schema se, nella generazione dello IUV, hanno cura che i primi due caratteri a sinistra del componente <IUV base> siano diversi dai tutti i valori presenti nella colonna “codice segregazione” di Tabella 1 relativa agli erogatori di servizi centralizzati.

Lo schema (NAV.2) evidenzia la composizione da utilizzare per il numero avviso:

2<IUV base (15n)><IUV check digit (2n)> (NAV.2)

La composizione del codice IUV è definita dallo schema (IUV.2) sotto evidenziato:

<IUV base (15n)><IUV check digit (2n)> (IUV.2)

dove il componente <IUV check digit> si calcola come resto della divisione per 93 del numero ottenuto concatenando le componenti <aux digit> e <IUV base>.

2.2.2.4 Valore 3 del componente <Aux Digit>

Si tratta di uno schema previsto per gestire gli enti che hanno più di un intermediario/partner tecnologico, cioè enti per i quali il «punto di generazione del codice IUV» non è unico; lo schema (NAV.3) evidenzia la composizione da utilizzare per il numero avviso:

3<codice segregazione (2n)><IUVbase (13n)><IUV check digit (2n)> (NAV.3)

La composizione del codice IUV è definita dallo schema (IUV.3) sotto evidenziato:

<codice segregazione (2n)><IUV base (13n)><IUV check digit (2n)> (IUV.3)

dove il componente <IUV check digit> si calcola come resto della divisione per 93 del numero ottenuto concatenando i componenti <aux digit>, <codice segregazione > e <IUV base>.

Resta inteso che è compito dell’Ente Creditore e/o dei suoi Intermediari/partner tecnologici attivare correttamente la porzione di archivio APA interessata dal pagamento.

A completamento di quanto sopra indicato, si sottolinea che anche gli Enti Creditori non intermediati o intermediati da un unico soggetto possono adottare - di concerto con il proprio intermediario, se presente - gli schemi di generazione dello IUV proposti in questo paragrafo, senza richiedere all’Agenzia l’assegnazione di uno più specifici codici segregazione.

2.3 Codice IUV nel caso di pagamenti attivati preso l’Ente Creditore

Come già indicato, l’Ente Creditore è libero di strutturare secondo le proprie esigenze la composizione del codice IUV, tenendo in debito conto che tale codifica deve essere predisposta in conformità agli standard internazionali, in particolare dovrà essere rispettato il limite massimo di 35 caratteri imposto dagli standard SEPA usati per la disposizione di accredito (vedi capitoli 4 e 6).

In alternativa, il codice IUV può essere generato rispettando lo Standard ISO 11649:2009 (vedi Appendice 1) denominato anche “Structured Creditor Reference”, standard che comporta notevoli vantaggi in termini di riconciliazione per l’Ente Creditore [5] (cfr. SEPA Credit Transfer scheme customer-to-bank implementation guidelines).

Tutto ciò premesso, il codice IUV può essere pertanto generato secondo uno dei due seguenti schemi:

<codice alfanumerico (max 35)> (C)
RF <check digit (2n)><codice alfanumerico (max 21)> (D)

Nel caso in cui presso un Ente Creditore siano presenti “punti di generazione” del codice IUV tra loro diversi e non coordinati (vedi §§ 2.1.2 e 2.1.3), il codice IUV, generato per essere usato nell’ambito dei pagamenti attivati presso l’ente, potrà essere composto secondo uno dei due seguenti schemi:

<codice segregazione (2n)><codicealfanumerico (max 33)> (E)
RF <check digit (2n)><codice segregazione (2n)><codice alfanumerico (max 19)> (F)

Si tenga in ogni caso presente che, al fine di evitare duplicazioni nella generazione del codice IUV, la lunghezza del componente <codice alfanumerico> dovrà essere costante nel corso del tempo.

[2]La struttura del Numero Avviso si adegua a prassi e standard «de-facto» preesistenti e consolidati presso i PSP.
[3]

La componente <application code> identifica il singolo archivio di pagamenti in attesa e viene indirizzato mediante i meccanismi di configurazione del Nodo dei Pagamenti-SPC, che in questo modo sarà in grado di individuare il canale corretto di inoltro delle richieste di verifica e attivazione di pagamento (cfr § 8.2.3 delle SANP

In sintesi questa informazione rappresenta «l’indirizzo» dell’archivio dove sono conservate le richieste in attesa che hanno dato luogo all’avviso di pagamento.

[4]È il caso, ad esempio, dell’Ente Creditore Equitalia che identifica le proprie cartelle con un codice denominato RAV, che ha le stesse caratteristiche di lunghezza e formato del codice IUV, ma utilizza regole diverse di generazione.
[5]

Si veda, ad esempio, il documento “RF Creditor reference” al seguente indirizzo

https://www.ebaportal.eu/_Download/Research%20and%20Analysis/2010/rf_creditor_reference.pdf,

Vedi anche il calcolatore di Creditor Reference alla pagina http://www.jknc.eu/RFcalculator