Il ruolo del Responsabile e dell’Ufficio per la transizione digitale¶
Scenario¶
In questo quadro, occorre consolidare e potenziare i Responsabili e gli Uffici per la transizione digitale, tenendo conto dei nuovi profili professionali necessari e, in particolare, del fabbisogno urgente nelle PA di specialisti ICT dedicati a sicurezza e trasformazione digitale.
Al 10 giugno 2025, analizzando i dati disponibili sull’Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione e dei Gestori di Pubblici Servizi, 20.569 Amministrazioni ed enti risultano aver provveduto alla nomina del RTD su 23.674 enti accreditati.
Circa un terzo delle mancate nomine si riscontra nelle pubbliche amministrazioni locali, in particolare nelle seguenti tipologie e nei relativi consorzi e associazioni: Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, Consorzi, altri enti locali. Il trend di nomina degli RTD presso tali tipologie di PA risulta essere in costante aumento e si rileva che alcune di esse hanno colto l’opportunità di procedere alla nomina del RTD e alla costituzione dell’Ufficio per la transizione digitale in forma associata, in aderenza a quanto previsto dal comma 1-septies dell’art. 17 del CAD.
La collaborazione tra amministrazioni è infatti una delle leve a disposizione degli Enti per mettere a fattor comune risorse e competenze per raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale, attraverso la nomina del RTD e dell’UTD in forma associata, che permette di individuare un unico ufficio dirigenziale generale a cui affidare la transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di digitalizzazione.
Per quanto concerne gli ambiti di approfondimento per l’UTD si sottolinea che:
- i criteri di progettazione dei processi digitali, sia semplici che collettivi, sono riportati nelle Linee guida sull’interoperabilità tecnica approvate con Determinazione AgID 547/2021. I processi digitali possono essere semplici (quando riguardano l’esposizione di e-service da parte di un singolo ente, per procedimenti/procedure utili ad una generalità indistinta di enti destinatari, ad es. il calcolo dell’ISEE, la verifica di dati in ANPR o nel Registro imprese, ecc.) oppure possono essere processi digitali collettivi quando coinvolgono più enti;
- è compito dell’Ufficio del RTD curare sia gli aspetti di interoperabilità tecnica che quelli di interoperabilità organizzativa, semantica e giuridica, ricercando la collaborazione con gli altri enti autonomamente o attraverso gli spazi di interoperabilità e cooperazione applicativa (facendo riferimento al relativo coordinatore);
- la gestione del ciclo di vita degli e-service dell’amministrazione richiede la strutturazione di opportuni presidi organizzativi e strumenti tecnologici per l”API-management, in forma singola o associata.
Il processo di collaborazione tra enti va incoraggiato e viene agevolato dalla condivisione di pratiche e soluzioni tra gli enti stessi e dalla disponibilità di modelli attuativi da sperimentare e adattare alla singola realtà territoriale o tematica.
La costituzione di un UTD in forma associata, prevista per le PA diverse da quelle centrali dall’art. 17 comma 1-septies del CAD, è diversa dalla gestione associata della funzione ICT che spesso caratterizza le Unioni di Comuni. Come chiarito dalla Circolare 3 del 2018 del Ministro per la Pubblica Amministrazione, può «avvenire in forza di convenzioni o, per i Comuni, anche mediante l’Unione di Comuni» e quindi può rappresentare un’opportunità per le Amministrazioni e gli enti pubblici di mettere a fattor comune risorse per favorire la transizione digitale.
Si possono quindi individuare alcune azioni utili per tutte le pubbliche amministrazioni:
- occorre istituire, ove non sia stato già fatto, l’Ufficio per la transizione digitale, in forma singola o associata, con conseguente nomina del Responsabile per la transizione digitale (RTD). Nell’ottica del suddetto ecosistema, la struttura organizzativa va potenziata. Ove ciò non sia sostenibile a livello di singolo ente, per le PA diverse da quelle centrali è possibile ricorrere all’istituzione di UTD associati a livello di Unione di Comuni o attraverso lo strumento della convenzione tra amministrazioni, con eventuale coinvolgimento di Regioni, Province autonome e loro società in house e di Province;
- per strutturare l’ente come ecosistema digitale amministrativo è essenziale il potenziamento del ruolo e della dotazione di risorse umane, strumentali e finanziarie dell’UTD e la definizione, con appositi atti, di schemi organizzativi chiari rispetto al raccordo e all’attribuzione di competenze («ratione materiae») tra RTD ed altre figure dirigenziali dell’ente. L’erogazione dei servizi pubblici passa sempre più da strumenti digitali; quindi, è fondamentale la progettazione di sistemi informativi e servizi digitali e sicuri by design, affinché siano moderni, accessibili, di qualità e di facile fruizione;
- la mappatura dei processi dell’ente, e la loro revisione in chiave digitale possono prendere le mosse da quanto già fatto nell’ente per la valutazione del rischio corruttivo, integrando opportunamente la mappatura già realizzata con altre informazioni presenti nell’ente come, ad esempio, il Catalogo dei procedimenti dell’ente e il Catalogo dei servizi erogati dall’ente;
- all’interno del PIAO occorre ricomprendere gli obiettivi specifici di digitalizzazione, semplificazione e reingegnerizzazione, a partire dalla mappatura di cui sopra e dalle priorità del singolo ente. In relazione a questo tema, a titolo esemplificativo, nella Parte III - Strumenti - è presente una scheda (Strumento 8 - Le strategie di trasformazione digitale nei PIAO) che descrive il progetto «UPIAO», nato dall’iniziativa «Province & Comuni - Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni», finanziata nell’ambito del POC Governance e Capacità Istituzionale 2014- 2020. Il progetto «UPIAO» tratteggia il ruolo che la Provincia dovrebbe assumere al fine di governare la creazione del cosiddetto Valore Pubblico Territoriale, ovvero del benessere complessivo e multidimensionale (sia sociale, sia economico, sia ambientale, ecc.) del territorio provinciale e traccia Linee guida ad hoc per le Province italiane delle Regioni a Statuto ordinario.
A sostegno del rafforzamento dei RTD e degli UTD continua, inoltre, ad essere strategica la disponibilità di strumenti utili ed iniziative per favorire l’aggiornamento sulle materie di competenza e per condividere soluzioni e pratiche, nonché di occasioni di incontro e tavoli di confronto interistituzionali.
È in quest’ottica che AgID ha pubblicato a giugno 2024 il “Vademecum sulla nomina del Responsabile per la Transizione al Digitale e sulla costituzione dell’Ufficio Transizione Digitale in forma associata” (Strumento 6) e prosegue nelle attività rivolte agli RTD e agli UTD, compresi i laboratori finalizzati alla individuazione e diffusione di modelli organizzativi/operativi degli Uffici Transizione digitale, anche in forma associata.
Il Vademecum vuole fornire indicazioni e strumenti funzionali alle amministrazioni che intendono valutare l’opzione della nomina associata di RTD e UTD. Nello stesso momento, propone esempi e modelli che possono fornire spunti funzionali anche a soluzioni di nomina in forma associata di RTD e/o UTD già adottate. Il documento si propone come strumento operativo per favorire la nomina del Responsabile per la transizione digitale e del relativo Ufficio nel quadro più ampio dell’associazionismo tra enti in materia di trasformazione digitale, illustrandone i vantaggi, i requisiti, nonché le modalità per costituire o aderire a un Ufficio in forma associata, o per rendere maggiormente integrate realtà collaborative già esistenti; in quest’ottica il Vademecum può rappresentare un percorso che agevola la concreta attuazione del principio della sostenibilità digitale. Dopo aver introdotto i diversi modelli di collaborazione tra enti e il relativo contributo alla digitalizzazione, sono evidenziati gli aspetti essenziali per una cooperazione efficace e per una gestione integrata della trasformazione digitale. Il documento contiene anche un quadro descrittivo sullo stato dell’arte delle nomine dei RTD e della gestione associata della funzione ICT e dell’UTD nelle Unioni di Comuni. Inoltre, fornisce un format di convenzione tra enti per la nomina associata del RTD che ciascuna amministrazione potrà utilizzare e adattare al proprio contesto.
Inoltre, AgID continua a rendere disponibili la piattaforma di community ReTeDigitale dedicata ai RTD e al personale degli UTD e le comunità digitali tematiche/ territoriali al suo interno con l’obiettivo di supportare i processi di trasformazione digitale nelle Amministrazioni e negli Enti presenti nell’Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione e dei Gestori di pubblici servizi (IPA), che possono chiedere l’attivazione di nuove community da gestire direttamente.
Risulta fondamentale inoltre sfruttare al massimo i tavoli di incontro istituzionale, promuovere la diffusione delle competenze sui temi legati alla transizione digitale e alle sfide connesse all’Intelligenza Artificiale, nonché favorire le occasioni di scambio e condivisione tra amministrazioni e tra RTD, in presenza e virtuali, anche attraverso iniziative dedicate alla rete dei RTD e degli UTD.
Inoltre, va incentivato l’approccio proattivo delle amministrazioni e degli enti pubblici nel condividere dati, esperienze, proposte; sono in primis da valorizzare e promuovere le iniziative a livello territoriale che vedono la partecipazione congiunta di RTD e UTD di enti diversi, che attraverso attività di scouting e condivisione favoriscono la diffusione delle eccellenze e l’individuazione di soluzioni ai problemi più diffusi.
Il livello locale-territoriale di rete va, come prima richiamato, esteso al mondo imprenditoriale, per favorire ulteriormente gli scambi tra pubblico e privato.
Contesto normativo e strategico¶
Riferimenti normativi italiani:
Obiettivo 1.1 - Migliorare i processi di trasformazione digitale della PA¶
RA1.1.1 - Rafforzare la collaborazione e lo scambio di pratiche e soluzioni tra Amministrazioni¶
- Monitoraggio 2024 - 22 comunità digitali tematiche/territoriali su retedigitale.gov.it gestite da AgID e altre PA
- Target 2025 - Almeno 2 ulteriori comunità digitali tematiche/territoriali su retedigitale.gov.it gestite da AgID, PA o enti in IPA, di cui una sull’intelligenza artificiale
- Target 2026 - Almeno 2 ulteriori comunità digitali tematiche/territoriali su retedigitale.gov.it gestite da AgID, PA o altri enti in IPA
RA1.1.2 - Individuazione e diffusione di modelli organizzativi/operativi degli Uffici Transizione digitale, anche in forma associata¶
- Monitoraggio 2024 - Pubblicato Vademecum per la nomina di RTD e UTD in forma associata
- Target 2025 - Analisi relativa alle PA pilota che hanno adottato il modello di nomina RTD e organizzazione dell’UTD in forma associata
- Target 2026 - Report sui modelli organizzativi/operativi dell’UTD e sulle soluzioni adottate
Linee di azione istituzionali¶
RA1.1.1¶
- Gennaio 2026 - Secondo report di monitoraggio sulle comunità digitali su retedigitale.gov.it - (AgID) - CAP1.04
- Giugno 2026 - Campagna di diffusione dei risultati delle community e di promozione di nuove comunità - (AgID) - CAP1.05
RA1.1.2¶
- Novembre 2025 - Raccolta delle esperienze delle PA che hanno adottato modello di nomina del RTD e di organizzazione dell’UTD in forma associata - (AgID) - CAP1.09
- Dicembre 2025 - Conclusione del laboratorio Nomina RTD in forma associata - (AgID) - CAP1.10
- Marzo 2026 - Raccolta schede sui modelli organizzativi/operativi degli UTD delle PA - (AgID) - CAP1.32
- Novembre 2026 * - Raccolta esperienze sui modelli organizzativi/operativi dell’UTD e soluzioni adottate - (AgID) - CAP1.11
Linee di azione per le PA¶
RA1.1.1¶
- Da marzo 2024 - Le Amministrazioni e gli Enti in IndicePA interessati possono proporre ad AgID l’attivazione di una comunità digitale tematica/territoriale su retedigitale.gov.it - CAP1.PA.01
- Da luglio 2024 - Le Amministrazioni e gli Enti in IndicePA interessati utilizzano i format presenti nel kit per proporre nuove comunità digitali ed effettuano monitoraggi semestrali delle attività in esse svolte - CAP1.PA.02
- Da gennaio 2026 - Le PA che partecipano alla community su ReTe Digitale incentrata sull’AI condividono pratiche, soluzioni e fabbisogni - CAP1.PA.13
RA1.1.2¶
- Da marzo 2024 - Le PA partecipanti alle iniziative laboratoriali forniscono contributi e proposte di modifica e integrazione al Vademecum sulla nomina del Responsabile per la transizione digitale e sulla costituzione dell’Ufficio per la transizione digitale in forma associata - CAP1.PA.03
- Da marzo 2024 - Le PA partecipanti alle iniziative laboratoriali e che hanno adottato modelli organizzativi/operativi per l’Ufficio per la transizione digitale condividono le esperienze, gli strumenti sviluppati e i processi implementati - CAP1.PA.04
- Da luglio 2024 - Le PA partecipanti alle iniziative laboratoriali sperimentano i modelli e forniscono ad AgID il feedback delle esperienze di nomina RTD e UTD in forma associata realizzate - CAP1.PA.05
- Da dicembre 2025 - Le PA partecipanti alle iniziative laboratoriali sperimentano i modelli e forniscono ad AgID il feedback sui nuovi modelli organizzativi/operativi dell’UTD adottati - CAP1.PA.06