Docs Italia beta

Documenti pubblici, digitali.

6. Piattaforme

Le Piattaforme sono soluzioni che offrono funzionalità fondamentali, trasversali e riusabili nella digitalizzazione dei procedimenti amministrativi delle PA, uniformandone le modalità di erogazione. Esse sollevano le amministrazioni dalla necessità di dover realizzare ex novo funzionalità, riducendo i tempi e i costi di realizzazione dei servizi e garantendo maggiore sicurezza informatica.

In una visione funzionale alle scelte delle PA, le Piattaforme sono suddivisibili nelle seguenti categorie:

  • process service, l’insieme delle Piattaforme che realizzano digitalmente un processo completo (ad esempio l’approvvigionamento realizzato tramite gli strumenti di Public e-procurement) di cui le PA diventano utilizzatrici;
  • task service, che implementano singole funzionalità trasversali alla realizzazione di procedimenti amministrativi digitali (ad esempio l’autenticazione degli utenti attraverso SPID) che le PA integrano all’interno dei loro sistemi;
  • data service, che assicurano l’accesso a fonti di dati validati (ad esempio l’utilizzo dei dati anagrafici assicurato da ANPR) di cui le PA necessitano per dare seguito alle proprie funzioni istituzionali.

Di seguito, in tabella 6.1, una possibile rappresentazione sintetica nella quale:

  • il modello di implementazione della Piattaforma indica se le funzionalità della stessa sono messe a disposizione da più soggetti (multiple instances) o da un unico soggetto (single instance);
  • lo stato della Piattaforma indica se la stessa è:
    • disponibile (available) per essere utilizzata dalla PA;
    • conclusa la progettazione ed è in fase di implementazione (implementation);
    • nella fase di progettazione (design);
    • pianificata l’evoluzione (evolution) della soluzione attualmente disponibile.
Tabella 6.1 Rappresentazione sintetica del modello di implementazione e dello stato delle piattaforme
Categoria Piattaforma Modello di implementazione Stato
Process service Public e-procurement multiple instances implementation
NoiPA single instance evolution
SGPA - Sistema di Gestione Procedimenti Amministrativi nazionali single instance design
Task service pagoPA single instance available
SPID single instance available
CIE single instance available
Poli di conservazione multiple instances implementation
Data service ANPR single instance available
Siope e Siope+ single instance evolution

Attraverso l’utilizzo delle Piattaforme si favorisce l’attuazione di un modello uniforme di interazione per i servizi realizzati dalla PA per i cittadini e le imprese.

Gli obiettivi generali del Piano pertanto sono:

  • completare la realizzazione delle Piattaforme abilitanti e favorirne l’adozione;
  • far evolvere le Piattaforme abilitanti esistenti migliorandole o aggiungendo nuove funzionalità, adeguando costantemente la tecnologia utilizzata e il livello di sicurezza;
  • individuare e realizzare eventuali nuove Piattaforme abilitanti che fungano da acceleratori per il processo di digitalizzazione della PA;
  • definire il modello di dispiegamento che tenga conto dei differenti livelli istituzionali coinvolti (amministrazioni centrali, locali e altre PA) in modo da garantire la più ampia partecipazione e condivisione possibile per l’intero processo (Multilevel Governance Deployment Model).

AGID produce e manutiene l’elenco delle Piattaforme, considerando candidabili a diventare Piattaforme abilitanti le soluzioni, nuove o esistenti, che implementano funzionalità di base e trasversali per le pubbliche amministrazioni.

AGID accompagna le PA destinatarie dei servizi di piattaforma nei loro processi di dispiegamento e coinvolgimento dei soggetti destinatari finali dei servizi digitali erogati dalle piattaforme stesse.

Le PA responsabili delle singole Piattaforme devono tener conto nella pianificazione di aspetti quali:

  • i costi di set-up, comprensivi di quelli per la realizzazione della Piattaforma e di quelli di migrazione e/o adeguamento sostenuti dalle PA che aderiscono alla Piattaforma;
  • i costi a regime necessari ad assicurare il funzionamento della Piattaforma nel tempo;
  • i costi di dispiegamento necessari per l’effettiva adozione delle piattaforme;
  • i risparmi complessivi derivanti dall’adozione delle Piattaforme e le potenzialità introdotte dalle Piattaforme stesse in termini di nuovi servizi digitali da erogare verso cittadini, imprese e PA.

Le PA responsabili delle singole Piattaforme devono garantire durante la realizzazione e nella fase di esercizio:

  • il coordinamento tra le varie iniziative, al fine di favorire la coerenza tra tutte le azioni;
  • il monitoraggio di ciascun progetto al fine di valorizzare le esperienze maturate nelle precedenti iniziative;
  • la coerenza della velocità di dispiegamento con l’effettivo livello di trasformazione digitale e la conseguente capacità delle singole amministrazioni di erogare servizi digitali;
  • la conformità tecnica con il Modello di interoperabilità e gli adeguamenti evolutivi conseguenti al rilascio di nuove regole;
  • la continuità operativa e i livelli di performance adeguati;
  • la sicurezza del sistema.

Tutte le altre PA si devono attenere alle indicazioni riportate nel capitolo 13 “Indicazioni per le pubbliche amministrazioni” per quanto attiene le spese di adeguamento e realizzazione di applicazioni che necessitano di funzionalità offerte dalle Piattaforme abilitanti (ad es. il potenziamento di soluzioni di pagamento digitale o di servizi di autenticazione).

6.1. Public e-procurement

Il sistema nazionale di public e-procurement è finalizzato a digitalizzare progressivamente l’intero processo di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle PA, in tutta la catena di valore, cioè dalle fasi di pianificazione e programmazione dei fabbisogni fino al pagamento. Si tratta di un processo molto complesso che vede coinvolta una pluralità di attori e di sistemi informatici diversi, come rappresentato in figura 6.1.

La figura descrive lo scenario complessivo per l’attuazione della digitalizzazione degli acquisti. Il processo completo dell’approvvigionamento va dalla fase di raccolta dei fabbisogni fino alla fase di pagamento ed è suddiviso in tre macro fasi: preparazione, pre-aggiudicazione e post-aggiudicazione. In particolare, il Codice dei Contratti ha introdotto una sostanziale novità ovvero l’obbligatorietà dell’utilizzo di strumenti ICT nella fase di pre-aggiudicazione. L’art. 44 del Codice, rubricato “Digitalizzazione delle procedure” prevede la pubblicazione di un Decreto Ministeriale in cui sono definite le modalità di digitalizzazione delle procedure di tutti i contratti pubblici. Per quanto riguarda la fase di post-aggiudicazione, si sottolinea come i documenti di business afferenti a questa fase (ordine, documento di trasporto e fattura) siano gestiti secondo le specifiche PEPPOL. Nello scenario complessivo del processo di approvvigionamento, il sistema delle banche dati attualmente descritte all’interno del Piano triennale, prevede l’interazione nelle varie fasi, principalmente con: BDNCP (Banca dati nazionale dei contratti pubblici gestita da ANAC), la BDOE (Banca dati degli operatori economici) gestita dal Ministero delle infrastrutture, NSO (Nodo di smistamento degli ordini) gestito da MEF – Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato, e SDI (Sistema di interscambio) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Inoltre, nel processo è previsto che per la facilitazione della presentazione delle gare transfrontaliere si utilizzi il registro online dei certificati eCertis (servizio messo a disposizione dalla Commissione europea) per il quale AGID ha lavorato in consorzio con altri partner per la sua integrazione con i sistemi nazionali nell’ambito del progetto europeo IIeP. Ugualmente, secondo il Codice dei contratti, gli operatori presentano il documento di gara unico europeo (DGUE) che deve essere fornito esclusivamente in forma elettronica. AGID in consorzio con altri partner ha partecipato al progetto europeo ESPD per la definizione del formato strutturato XML del DGUE.

Fig. 6.1 Fasi del processo di acquisto e negoziazione

L’architettura di riferimento del public e-procurement che sottende il processo di acquisto e negoziazione di beni e servizi della PA è costituita di un insieme di regole di funzionamento, processi, standard tecnologici, modelli semantici, banche dati e sistemi telematici che permetterà di gestire in digitale l’intero processo di procurement delle pubbliche amministrazioni. Il sistema è costituito di piattaforme di acquisto sia pubbliche sia private, da soggetti istituzionali che gestiscono servizi, piattaforme e banche dati coinvolti nel processo di acquisto e negoziazione, registri pubblici nazionali ecc. (si veda figura 6.2).

La figura descrive il modello di cooperazione di riferimento nel quale si indica (a titolo esemplificativo e non esaustivo) lo scenario di cooperazione dei vari soggetti coinvolti nel processo di acquisto e negoziazione: i sistemi telematici di acquisto e negoziazione (piattaforme); gli operatori economici; i servizi, le piattaforme e le banche dati individuati dal Codice dei contratti; i registri pubblici nazionali; i soggetti aggregatori di dati e le stazioni appaltanti. Inoltre, questi soggetti sono tenuti all’applicazione delle regole tecniche emesse da AGID “Regole tecniche sull’interoperabilità per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisto e negoziazione”.

Fig. 6.2 Architettura del public e-procurement

Le componenti di cui si avvale il sistema sono:

  • ComproPA: sistema di regole architetturali e di interoperabilità per l’interconnessione di tutti i sistemi telematici di acquisto e negoziazione. Si inserisce nella fase di pre-aggiudicazione del processo. Il Codice degli Appalti prevede infatti che le stazioni appaltanti debbano ricorrere a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici di acquisto e di negoziazione.

  • Banca Dati degli Operatori Economici (BDOE): istituita in base al decreto di cui all’articolo 81 del Codice, si inserisce all’interno dell’attività di aggiudicazione (fase di pre-aggiudicazione del processo di acquisto e negoziazione) come mezzo esclusivo per l’acquisizione dei documenti di comprova dei requisiti di gara. La BDOE ha i seguenti obiettivi:

    • semplificare il processo di verifica dei requisiti generali nelle fasi di verifica di comprova e di esecuzione del contratto da parte delle stazioni appaltanti;
    • consentire la richiesta dei documenti di interesse;
    • automatizzare il processo di ricezione dei documenti attestanti il possesso dei requisiti.

    La BDOE non è una vera e propria base dati, ma un orchestratore che opera in principio di cooperazione applicativa utilizzando i dati presenti nei registri nazionali messi a disposizione da: Agenzia delle Entrate, Unioncamere, Ministero della Giustizia, Ministero dell’Interno, ANAC, Ministero del Lavoro, INPS, INAIL, Casse Edili, Accredia, InarCassa e altre Casse professionali, CIPAG.

  • Nodo di smistamento degli ordini di acquisto delle amministrazioni pubbliche (NSO): finalizzato alla gestione elettronica degli ordini verso i fornitori della PA nella fase post-aggiudicazione del processo di acquisto e negoziazione. L’obiettivo generale del NSO è quello di creare, in maniera simile a quanto già realizzato per lo scambio delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), un nodo unico per la trasmissione degli ordini [1] da parte delle stazioni appaltanti verso gli operatori economici. Il NSO permetterà di tenere traccia degli ordini effettuati dalle PA nella fase di esecuzione del contratto, contribuendo ad arricchire l’insieme dei dati raccolti dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) del MEF, con la finalità di monitorare l’intero ciclo di spesa della PA.

    [1]

    L’obbligo della gestione elettronica degli ordini verso i fornitori è sancito dalla Legge di bilancio 2018 articolo 1 commi 441, 412, 413, 414 che prevede sia l’adozione di appositi regolamenti che disciplinano le modalità tecniche sia le date di entrata in vigore per l’invio in forma elettronica della documentazione attestante l’ordinazione e l’esecuzione degli acquisti di beni e servizi.

    Il NSO è attualmente in fase di realizzazione, il primo stadio del progetto è focalizzato sul sistema sanitario pubblico che rappresenta uno dei maggiori capitoli della spesa pubblica.

  • Fatturazione elettronica: rientra nella fase post-aggiudicazione del processo di acquisto e negoziazione. Prevede la standardizzazione del processo di emissione-trasmissione-ricevimento-gestione di documenti fiscali (fatture o note) verso la Pubblica Amministrazione ed è obbligatoria in Italia sin da marzo 2015 (il monitoraggio dei progetti di trasformazione digitale è disponibile nella sezione Avanzamento trasformazione digitale del sito AGID). La fattura elettronica è un documento in formato digitale XML (FatturaPA) trasmesso dal fornitore alla PA tramite il Sistema di Interscambio delle Fatture Elettroniche (SdI). La Direttiva europea 55/2014, recepita con il Decreto Legislativo n. 148 del 27 dicembre 2018, prevede l’obbligo per le PA di accettare e gestire le fatture elettroniche anche nel formato conforme alla norma europea sulla fatturazione elettronica a partire dal 18 aprile 2019. Ciò comporta un’evoluzione della piattaforma SdI (Sistema di Interscambio) per consentire il recepimento delle fatture elettroniche sia nel formato europeo sia nel formato FatturaPA. Il Sistema di Interscambio consentirà inoltre di gestire la fatturazione elettronica tra privati a partire da gennaio 2019, come previsto dalla Legge n. 205/2017 articolo 1, comma 909 (modifica D.Lgs. N. 127/2015 articolo 1, comma 3). In tale ottica e in previsione dei pagamenti verso la PA, verrà istituito un gruppo di lavoro per l’integrazione dei dati legati al pagamento tramite pagoPA all’interno del formato della fattura elettronica.

6.1.1. Scenario

AGID sta lavorando, sia a livello nazionale sia europeo, ad una serie di attività che concorrono alla definizione di un quadro complessivo delle procedure telematiche di acquisto e di negoziazione delle PA e delle banche dati necessarie al funzionamento dei processi di procurement. In particolare, nell’ambito dell’attività di un gruppo di lavoro in tema di procedure telematiche di acquisto, è stato prodotto un documento di supporto per la stesura del Decreto Ministeriale di cui all’articolo 44 del Codice dei Contratti Pubblici per la definizione delle funzioni e dei flussi scambiati nell’ambito delle procedure telematiche di acquisto e negoziazione.

A corredo del suddetto decreto dovranno essere redatte delle linee guida per determinare le specifiche di interoperabilità e i requisiti di sicurezza delle piattaforme di e-procurement. A supporto del completamento del processo di e-procurement sono attivi inoltre alcuni progetti europei finanziati dal programma CEF Telecom:

  • eIGOR – eInvoicing GO Regional, che prevede l’adeguamento del processo nazionale di fatturazione elettronica verso la PA per l’adozione del formato di fatturazione elettronica europea;
  • IIeP – Italian Interoperable eProcurement, che prevede l’integrazione del servizio eCertis (servizio messo a disposizione dalla Commissione europea, che raccoglie le equivalenze tra certificati e attestazioni degli Stati membri) con il sistema informativo di monitoraggio delle gare (SIMOG) presso ANAC e con le piattaforme di e-procurement;
  • ESPD – European Single Procurement Document, che prevede la definizione del Documento di Gara Unico Europeo elettronico (eDGUE), documento di autodichiarazione dell’operatore economico, utilizzato come evidenza preliminare in una procedura di appalto pubblico anche da parte degli operatori transfrontalieri;
  • EeISI - European eInvoicing Standard in Italy, evoluzione del progetto eIGOR, che prevede la piena adozione degli standard di fatturazione elettronica europea, di messaggistica e di e-delivery per lo scambio di dati e documenti tra le pubbliche amministrazioni e tra queste e le imprese e i cittadini, in una modalità interoperabile, sicura, affidabile e fidata.

Un processo così complesso richiede, per il suo corretto funzionamento, la definizione di regole condivise e trasparenti nonché l’adozione di standard di interoperabilità di dati e servizi che permettano l’interscambio e la comunicazione tra sistemi e soluzioni diversificate. A tal fine gli schemi dei dati adottati nell’ambito del processo di public procurement sono la diretta applicazione della normativa Europea derivante dall’attività di standardizzazione in materia di e-procurement nell’ambito del Comitato di standardizzazione Europeo con particolare riferimento al CEN BII Workshop e al CEN TC 440.

Tra le politiche europee per la creazione del Mercato Unico Digitale Europeo rientrano anche le Digital Services Infrastructures (DSI) definite dalla Commissione Europea. Le DSI sono dei componenti infrastrutturali messi a disposizione dei paesi membri per costituire una rete interoperabile per lo scambio di documenti in formato elettronico.

Tale paradigma è stato utilizzato per creare una rete europea, costituita di infrastrutture e regole tecniche, per lo scambio di documenti legati al procurement (business document): la rete PEPPOL (Pan European Public Procurement Online). PEPPOL, che viene gestita dall’Associazione senza scopo di lucro OpenPEPPOL, utilizza le regole definite in ambito CEN. AGID è la PEPPOL Authority in Italia da settembre 2016 che:

  • governa le specificità nazionali dei profili PEPPOL;
  • gestisce l’accreditamento dei service provider degli Access Point (AP) o Service Metadata Publisher (SMP) PEPPOL;
  • monitora l’esercizio e le performance degli AP/SMP provider.

AGID partecipa ai tavoli CEN e OpenPEPPOL per garantire la convergenza degli standard.

6.1.2. Obiettivi

  • Sostenere una visione orientata principalmente alla trasparenza e alla semplificazione dell’intero processo di approvvigionamento pubblico;
  • attuare il principio once only nel settore pubblico e ottimizzare la spesa pubblica complessiva;
  • incentivare l’interoperabilità tra i sistemi delle pubbliche amministrazioni quale condizione necessaria per incrementare l’efficienza e l’efficacia dei servizi pubblici;
  • favorire la diffusione di soluzioni innovative nella Pubblica Amministrazione, attraverso l’utilizzo di sistemi qualificati, anche in sussidiarietà o riuso;
  • coinvolgere tutti i soggetti interessati nell’ambito del sistema di public e-procurement in reti dinamiche di collaborazione, per capitalizzare le esperienze maturate dai diversi soggetti e valorizzare le best practice;
  • adeguare gli standard nazionali a quelli europei e favorire l’interoperabilità anche a livello transfrontaliero.

6.1.3. Linee di azione

LA28 - Adeguamento/evoluzione delle piattaforme telematiche

Tempi
In corso
Attori
PA
Descrizione

Le amministrazioni esercitano le proprie funzioni di stazione appaltante avvalendosi di sistemi telematici di acquisto e negoziazione (piattaforme telematiche). L’utilizzo di tali sistemi avviene nei seguenti termini:

  • utilizzo di una piattaforma già in possesso dell’amministrazione;
  • utilizzo di una piattaforma messa a disposizione da uno dei soggetti aggregatori e/o da Centrali di committenza;
  • riuso del software messo a disposizione da altre PA;
  • utilizzo di servizi per le piattaforme offerti in SaaS da operatori di mercato.

Nella fase di adozione delle piattaforme telematiche di e-procurement, l’Agenzia fornirà supporto alle Regioni nello sviluppo di piattaforme che saranno messe a disposizione delle amministrazioni territoriali.

Risultati
Le piattaforme dovranno adeguarsi alle regole tecniche del Decreto ministeriale di cui all’articolo 44 del Codice dei Contratti Pubblici (dalla data di pubblicazione del decreto attuativo).
Aree di intervento
Nel breve e medio periodo, impatto sulle PA e sulle imprese fornitrici delle piattaforme.

LA29 - Messa in esercizio della BDOE

Tempi
In corso
Attori
MIT, AGID, ANAC e tutte la PA detentrici di registri pubblici nazionali (Data Provider), Stazioni appaltanti
Descrizione
A seguito della messa in esercizio della BDOE da parte del MIT, saranno individuate le linee di intervento evolutive cui si dovranno adeguare le stazioni appaltanti per integrare le proprie piattaforme di acquisto alla BDOE.
Risultati
La BDOE verrà messa in esercizio attraverso l’integrazione con le basi dati degli enti titolari dei registri pubblici (dalla data di pubblicazione del decreto attuativo).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su PA e imprese.

LA30 - Gestione elettronica degli ordini verso i fornitori

Tempi
Da ottobre 2019
Attori
MEF – Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato (RGS), AGID, Conferenza Stato Regioni, Ministero della Salute, Sogei, Aziende Sanitarie Pubbliche, Aziende fornitrici
Descrizione
La Legge di Bilancio 2018 prevede - per gli enti del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) - la trasmissione in forma elettronica dei documenti attestanti l’ordinazione e l’esecuzione degli acquisti di beni e servizi. La trasmissione è effettuata attraverso il Nodo di smistamento degli ordini.
Risultati
RGS avvia e mette in esercizio il sistema di gestione (Nodo di smistamento degli ordini) come da Decreto attuativo ai sensi articolo 1 comma 414 della Legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018). Le PA adeguano i propri sistemi per emettere e trasmettere ordini elettronici attraverso NSO nel settore sanitario (da ottobre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su aziende sanitarie e imprese del settore.

LA31 - Gestione del formato europeo della Fattura Elettronica (EN)

Tempi
Da aprile 2019
Attori
MEF, Agenzia delle Entrate, AGID, Sogei, Regioni ANCI
Descrizione
Recepimento, da parte dell’Agenzia delle Entrate, della Direttiva europea 2014/55 sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici (recepita con il Decreto Legislativo n. 148 del 27 dicembre 2018) che prevede l’obbligo da parte delle PA di accettare le fatture elettroniche anche in formato europeo.
Risultati

Adeguamento del Sistema di Interscambio per gestire le fatture elettroniche in formato europeo prevedendo la possibile traduzione nel formato FatturaPA.

Le amministrazioni centrali aggiornano i propri sistemi per la ricezione e conservazione delle fatture (da aprile 2019). Le amministrazioni locali aggiornano i propri sistemi per la ricezione e conservazione delle fatture (da aprile 2020).

Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su amministrazioni centrali. Nel medio periodo, impatto su amministrazioni locali.

6.2. pagoPA

6.2.1. Scenario

Il sistema dei pagamenti elettronici a favore della Pubblica Amministrazione, pagoPA, garantisce agli utilizzatori finali (privati e aziende) di effettuare pagamenti elettronici alla PA in modo sicuro e affidabile, semplice, in totale trasparenza nei costi di commissione e in funzione delle proprie esigenze.

La piattaforma pagoPA è la piattaforma per la gestione del sistema dei pagamenti pubblici.

L’introduzione della piattaforma pagoPA porta benefici per i cittadini, per la Pubblica Amministrazione e per l’intero sistema Paese.

Benefici per i cittadini:

  • trasparenza e minori costi;
  • possibilità di usufruire dei servizi pubblici in maniera più immediata;
  • semplificazione del processo di pagamento che consente di usufruire del maggior numero di canali e servizi possibili;
  • standardizzazione dell’esperienza utente per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione;
  • standardizzazione delle comunicazioni di avviso di pagamento, riconoscibile su tutto il territorio nazionale.

Benefici per la Pubblica Amministrazione:

  • riduzione dei tempi di incasso attraverso l’accreditamento delle somme direttamente sui conti dell’Ente Beneficiario entro il giorno successivo al pagamento;
  • riduzione dei costi di gestione del contante;
  • miglioramento dell’efficienza della gestione degli incassi attraverso la riconciliazione automatica;
  • superamento della necessità di bandire gare per l’acquisizione di servizi di incasso, con conseguenti riduzioni di inefficienze e costi di commissione fuori mercato;
  • riduzione dei costi e tempi di sviluppo delle applicazioni online (riuso soluzioni);
  • eliminazione della necessità di molteplici accordi di riscossione;
  • maggiori controlli automatici per evitare i doppi pagamenti e le conseguenti procedure di rimborso.

Benefici per il Sistema Paese:

  • completa aderenza agli standard della direttiva PSD2 [2];
  • incentivazione dei pagamenti elettronici a livello nazionale attraverso l’uso delle transazioni verso la Pubblica Amministrazione, che consente di stimolare il mercato e favorire, a tendere, una maggiore concorrenza nel mercato dei servizi di pagamento e un livellamento delle commissioni.
[2]Direttiva 2015/2366/(UE) sui servizi di pagamento nel mercato interno.

Il Sistema pagoPA è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale in attuazione dell’articolo 5 del CAD, il quale precisa che “al fine di dare attuazione a quanto disposto dall’articolo 5, l’Agenzia per l’Italia Digitale (già DigitPA) mette a disposizione, attraverso il Sistema pubblico di connettività, una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, al fine di assicurare, attraverso strumenti condivisi di riconoscimento unificati, l’autenticazione certa dei soggetti interessati all’operazione in tutta la gestione del processo di pagamento[3].

[3]D.Lgs. n. 82/2005 e successive modificazioni.

IL CAD inoltre ha affidato ad AGID, sentita la Banca d’Italia, il compito di definire le Linee guida per la specifica delle modalità tecniche e operative per l’esecuzione dei pagamenti elettronici e introdotto, all’articolo 15, comma 5 bis, del D.L. n. 179/2012, l’obbligatorietà dell’uso di una piattaforma tecnologica messa a disposizione dall’Agenzia per l’Italia Digitale per le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblico servizio.

Dal 14 dicembre 2018 con il Decreto Legge n. 135 Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, “la gestione della piattaforma di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché i compiti, relativi a tale piattaforma, svolti dall’Agenzia per l’Italia digitale, sono trasferiti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che a tal fine si avvale, se nominato, del Commissario straordinario di cui all’articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179”. Inoltre, per lo svolgimento di queste attività e per dare impulso alla diffusione della piattaforma, viene disposta la creazione di una società per azioni partecipata dallo Stato ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo n. 175 del 19 agosto 2016. All’interno della norma viene prorogata al 31 dicembre del 2019 la data di scadenza prevista dall’articolo 65, comma 2, del Decreto legislativo n. 217 del 13 dicembre 2017 che stabiliva “l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento abilitati di utilizzare esclusivamente la piattaforma di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 82 del 2005 per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni”.

Il perimetro soggettivo di applicazione dell’obbligo di adesione a pagoPA è stato nel tempo ampliato dal legislatore nazionale [4].

[4]Dapprima con la modifica al CAD di cui al D. Lgs. n. 179/2016 (G.U. n. 214 del 13.9.2016) e, successivamente, con il correttivo al CAD di cui al D. Lgs. n. 217/2017 (G.U. n. 9 del 12.01.2018). Fatta tale precisazione, appare opportuno segnalare che per identificare i soggetti obbligati ad aderire al Sistema pagoPA è necessario fare riferimento, sia all’articolo 5 del CAD, sia all’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012, come convertito in legge, poiché tale secondo articolo stabilisce che le pubbliche amministrazioni (per la cui nozione si rinvia alla circolare interpretativa n. 1 del 9 marzo 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri emessa per l’ambito applicativo soggettivo della fatturazione elettronica), sono obbligate ad aderire alla piattaforma dei pagamenti. L’adesione resta, al pari, obbligatoria per i soggetti di cui all’articolo 2 del CAD che stabilisce, appunto, l’ambito soggettivo di applicazione dell’articolo 5 del CAD e che obbliga all’adesione a pagoPA anche i gestori di pubblici servizi e le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 18 della legge n. 124 del 2015, escluse le società quotate.

La piattaforma tecnologica di pagoPA è attiva e funzionante dal 2012 mentre l’obbligo dei soggetti sottoposti all’applicazione del CAD di consentire agli utenti (cittadini, imprese e professionisti) di eseguire con mezzi elettronici il pagamento di quanto a qualsiasi titolo dovuto alla Pubblica Amministrazione è in vigore dal 1° giugno 2013.

In aggiunta, sulla base dell’articolo 8 del decreto legge n. 135 del 14/12/2018, a partire dal 31/12/2019, prestatori abilitati a offrire servizi di pagamento ai sensi della PSD2 non potranno in alcun modo eseguire pagamenti che non transitino per il sistema pagoPA e che abbiano come beneficiario un soggetto pubblico obbligato all’adesione allo stesso sistema, ad eccezione dei soli servizi quali:

  • la Delega unica F24 (c.d. modello F24) e il Sepa Direct Debit (SDD), sino alla loro integrazione con il sistema pagoPA;
  • eventuali altri servizi di pagamento non ancora integrati con il sistema pagoPA e che non risultino sostituibili con quelli da esso erogati purché una specifica previsione di legge ne imponga la messa a disposizione dell’utenza per l’esecuzione del pagamento;
  • i pagamenti eseguiti per cassa, presso il soggetto che per tale ente svolge il servizio di tesoreria o di cassa.

Dall’avvio in produzione del sistema nel 2012, particolare cura è stata dedicata al miglioramento dell’esperienza utente, soprattutto con l’introduzione di nuove funzionalità centralizzate che consentono di semplificare il pagamento nel rispetto delle norme imposte dalla PSD2 e della Payment Card Industry Compliance.

È stato inoltre sviluppato, ed è a disposizione delle pubbliche amministrazioni, un kit di sviluppo software (SDK - Software Development Kit) di semplice utilizzo per realizzare applicazioni mobili integrate con pagoPA.

Per promuovere l’attivazione di nuovi servizi, sono stati costituiti dei tavoli permanenti con alcune rilevanti amministrazioni, con gli intermediari regionali e con alcuni partner tecnologici di particolare rilievo.

Lo stato di avanzamento del livello di adozione della piattaforma è consultabile nella sezione Avanzamento trasformazione digitale del sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

6.2.2. Obiettivi

Gli obiettivi nel breve periodo sono:

  • elevare il livello di adozione di pagoPA, sia in termini di pubbliche amministrazioni aderenti che in termini di servizi attivati, aumentando la consapevolezza per le pubbliche amministrazioni che pagoPA è lo strumento esclusivo di incasso ed evidenziare i benefici per cittadini e PA;
  • comunicare con chiarezza quali sono i soggetti tenuti ad aderire e ad attivare servizi su pagoPA;
  • monitorare i livelli di servizio degli aderenti al sistema pagoPA allo scopo di verificare il rispetto dei valori di soglia attesi per gli indicatori di qualità;
  • individuare azioni di accompagnamento delle amministrazioni per l’adesione al sistema pagoPA;
  • continuare ad evolvere i componenti tecnologici del sistema per consentire l’implementazione di nuove funzionalità nell’ottica di miglioramento continuo della esperienza utente e della scalabilità della piattaforma.

Gli obiettivi di medio/lungo periodo sono:

  • incentivare l’integrazione di pagoPA nei processi end-to-end della Pubblica Amministrazione;
  • effettuare una revisione architetturale della piattaforma alla luce delle nuove tecnologie.

6.2.3. Linee di azione

LA32 - Evoluzione tecnologica della piattaforma

Tempi
In corso
Attori
AGID, Team per la trasformazione digitale e Banca d’Italia
Descrizione
Continuo adeguamento tecnologico della piattaforma agli standard dei servizi di pagamento previsti dagli standard europei e internazionali in collaborazione e attraverso il coordinamento di Banca d’Italia per ottenere un miglioramento continuo dell’esperienza dei cittadini, delle pubbliche amministrazioni e dei Prestatori di Servizi di Pagamento.
Risultati
Nuova versione back end di pagoPA (giugno 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo impatto, su PA e prestatori di servizi di pagamento.

LA33 - Completamento dell’adesione alla piattaforma

Tempi
In corso
Attori
AGID, Team per la trasformazione digitale, soggetti obbligati ad aderire
Descrizione

Completamento dell’attivazione dei servizi da parte di tutti i soggetti obbligati all’adesione alla piattaforma dei pagamenti entro i termini previsti dal CAD.

AGID, in collaborazione con le Regioni, svolge attività sul territorio indirizzate alla sensibilizzazione dei soggetti obbligati ad aderire, al fine di sostenere la risoluzione delle problematiche bloccanti per l’adesione alla piattaforma. Sono forniti strumenti informatici e documentazione tecnica per favorire l’integrazione con pagoPA e ambienti di test a supporto degli sviluppatori; AGID e Team per la trasformazione digitale pubblicano i dati sull’evoluzione dell’adesione.

Risultati
I soggetti obbligati ad aderire attivano i servizi nei tempi previsti dal CAD (dicembre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su PA e prestatori di servizi di pagamento.

LA34 - Monitoraggio tecnico e dell’attivazione dei servizi

Tempi
In corso
Attori
AGID, Team per la trasformazione digitale, soggetti obbligati ad aderire, Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti
Descrizione
AGID effettua sia il monitoraggio continuo dello stato di avanzamento dell’attivazione dei servizi da parte dei soggetti obbligati ad aderire a pagoPA, sia il monitoraggio continuo delle performance del sistema e dell’efficacia delle procedure operative, rispetto ad indicatori di qualità definiti. Rileva la presenza di problemi, individua le soluzioni e mette in atto azioni di accompagnamento.
Risultati
Aumento dei transati a partire dagli attuali 13 milioni, da gennaio 2019, a circa 30 milioni. (dicembre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su PA e cittadini.

6.3. Siope+

6.3.1. Scenario

SIOPE è il Sistema Informativo sulle Operazioni degli Enti Pubblici per la rilevazione degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche. È uno strumento fondamentale per il monitoraggio dei conti pubblici, attraverso la rilevazione in tempo reale del fabbisogno delle amministrazioni pubbliche e l’acquisizione delle informazioni necessarie ad una puntuale predisposizione delle statistiche trimestrali di contabilità nazionale, ai fini della verifica delle regole previste dall’ordinamento comunitario (procedura su disavanzi eccessivi e Patto di stabilità e crescita).

SIOPE+ è una delle piattaforme che gestiscono il complesso sistema degli incassi e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, illustrato in figura 6.3 In particolare SIOPE+ intermedia il flusso degli Ordinativi di Incasso e Pagamento (OPI) tra le pubbliche amministrazioni e le relative banche tesoriere, e alimenta altre piattaforme (PCC, BDAP, SIOPE, SOLDIPUBBLICI, ecc.)

La figura descrive i macro processi che legano le piattaforme del sistema degli incassi e dei pagamenti della PA: 1. I fornitori emettono una fattura elettronica e la inviano al Sistema di Interscambio, denominato “FatturaPA”, che la inoltra alla Pubblica Amministrazione committente per la liquidazione, e alimenta la Piattaforma per i Crediti Commerciali; 2. Cittadini e imprese eseguono pagamenti mediante il sistema pagoPA e tramite il soggetto prestatore dei servizi di pagamento che giornalmente accredita gli incassi ricevuti alla Banca Tesoriera; 3. La Pubblica Amministrazione invia gli ordinativi di incasso e pagamento (OPI) alla Banca Tesoriera, tramite la piattaforma SIOPE+, per la loro esecuzione; 4. La Banca Tesoriera esegue gli OPI e trasmette gli esiti applicativi e il giornale di cassa alla Pubblica Amministrazione tramite la piattaforma SIOPE+; 5. La piattaforma SIOPE+ aggiorna la piattaforma dei Crediti Commerciali e la Banca Dati SIOPE. Quest’ultima alimenta il portale open data soldipubblici.gov.it.

Fig. 6.3 Sistema di pagamenti e incassi della Pubblica Amministrazione

SIOPE+ consente la completa dematerializzazione degli incassi e dei pagamenti, migliora la qualità dei servizi di tesoreria, favorisce l’eliminazione di eccessive personalizzazioni nel rapporto ente – tesoriere e rende meno onerosa per le banche l’erogazione di tali servizi e più contendibile il relativo mercato. SIOPE+ è la piattaforma che sostituirà SIOPE, una volta completato il suo processo di diffusione presso tutte le amministrazioni. L’attivazione di SIOPE+ è regolata e scandita da appositi decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, gradualmente, estenderanno i nuovi adempimenti a tutte le amministrazioni pubbliche.

La principale finalità di SIOPE+ è di migliorare il monitoraggio dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche attraverso l’integrazione delle informazioni rilevate con quelle delle fatture passive registrate dalla Piattaforma elettronica (PCC) e, in prospettiva, di seguire l’intero ciclo delle entrate e delle spese.

SIOPE+ consente di acquisire informazioni “in automatico”, liberando così gli enti dall’obbligo di provvedere alla trasmissione alla Piattaforma elettronica PCC di dati riguardanti il pagamento delle fatture, che costituisce la principale criticità dell’attuale sistema di monitoraggio dei debiti commerciali e dei relativi tempi di pagamento.

Il progetto sta procedendo in linea con le previsioni e, man mano che i singoli Enti andranno a regime, i tesorieri e i cassieri potranno accettare solo ordini di pagamento e incasso secondo lo standard OPI, trasmessi attraverso il nodo dei pagamenti SIOPE+.

SIOPE+ è una iniziativa governata dal Ministero Economia e Finanze gestita sull’infrastruttura IT da Banca d’Italia secondo gli standard e le regole tecniche emanate da AGID.

6.3.2. Obiettivi

  • Ordinare incassi e pagamenti al proprio tesoriere o cassiere utilizzando esclusivamente ordinativi informatici emessi secondo lo standard definito da AGID;
  • trasmettere gli ordinativi informatici al tesoriere o cassiere solo ed esclusivamente per il tramite dell’infrastruttura SIOPE+ gestita dalla Banca d’Italia.

6.3.3. Linee di azione

LA35 - Dispiegamento del sistema SIOPE+

Tempi
In corso
Attori
Ragioneria Generale dello Stato, Banca d’Italia, AGID e PA
Descrizione

A fronte della conclusione delle fasi di sperimentazione, chiuse nel 2017, il sistema è andato a regime nel 2018 per tutti i Comuni, le Regioni, le ASL e le Aziende ospedaliere. Da gennaio 2019 entrano in SIOPE+ anche le Università, Enti di Ricerca, Autorità Portuali, Enti Parco e, con successivi decreti, verranno individuati gli ulteriori enti (scuole, istituti di formazione, ecc.).

AGID emette le regole tecniche per la gestione dei documenti informatici relativi agli ordinativi di incasso e pagamento e le Linee guida intese come vademecum per l’adozione delle regole tecniche stesse, secondo un piano di attività che prevede un aggiornamento periodico degli standard OPI.

Risultati

AGID emette nuove versioni delle regole tecniche OPI e delle Linee guida (luglio 2019).

MEF-RGS fornisce supporto alle amministrazioni per l’adesione al sistema e per l’estensione ad altri Enti pubblici (da gennaio 2019).

Banca d’Italia gestisce l’infrastruttura IT del sistema (da gennaio 2019).

Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA.

LA36 - Revisione della piattaforma open data Soldipubblici

Tempi
Da giugno 2019
Attori
Ragioneria Generale dello Stato, Banca d’Italia, AGID e PA
Descrizione

Soldipubblici è una piattaforma open data che rende facilmente accessibili ai cittadini i dati dei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Fino ad oggi l’obiettivo è stato quello di garantire la piena trasparenza e permettere sia ai cittadini che alle stesse pubbliche amministrazioni l’analisi e il monitoraggio costante delle spese.

L’ipotesi di revisione prevede un’evoluzione del ruolo di Soldipubblici verso uno strumento, wizard like, di aggregazione e visualizzazione di dati ed informazioni di previsione, di entrata e di spesa. I dati dei pagamenti della PA sono estratti dalle banche dati del sistema informativo SIOPE, il quale alimenta anche la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) che, oltre ai dati di incasso e pagamento ha anche molte altre informazioni, previsionali e di consuntivo, di natura economico-finanziaria. Esistono poi tutti i cataloghi open data, in larga parte federati da dati.gov.it, che le amministrazioni, sia centrali sia locali, hanno prodotto e alimentano costantemente. Tutte le fonti di dati possono dare un contributo alla costruzione di una informazione strutturata e multilivello di cui Soldipubblici potrebbe essere lo strumento di visualizzazione evoluta.

Gli attori effettuano la revisione della piattaforma integrandola con ulteriori servizi di estrazione dati (ad es. per territorio, per categoria di ente, per voce di bilancio ecc.)

Risultati
Piattaforma Soldipubblici aggiornata (dicembre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su PA; nel medio periodo, impatto su cittadini e imprese.

6.4. NoiPA

6.4.1. Scenario

NoiPA è la piattaforma integrata per la gestione dei servizi stipendiali del personale della Pubblica Amministrazione appartenente ai vari comparti di contrattazione pubblica tra cui Ministeri, Scuola, Enti locali e Sanità, Forze di Polizia e Forze Armate. Attraverso tale piattaforma sono erogati, in coerenza con la normativa vigente, i seguenti servizi:

  • elaborazione dei dati giuridico-economici;
  • elaborazione e quadratura della rilevazione delle presenze/assenze;
  • produzione e distribuzione del cedolino mensile.

Sono erogati altresì ulteriori servizi a favore degli enti creditori per conto dei quali vengono operate le ritenute mensili sullo stipendio e garantiti i relativi versamenti.

A partire da gennaio 2018 è già operativa la piattaforma cloud, in termini di componenti infrastrutturali e prodotti software, sulla quale il nuovo sistema sarà reso disponibile e fruibile alle amministrazioni, abilitando e semplificando inoltre l’onboarding delle amministrazioni.

È prevista l’evoluzione dell’attuale sistema di gestione del personale NoiPA che eroga servizi stipendiali alle PA, a cui saranno aggiunte funzionalità per la gestione dei componenti non economici del personale, anche a supporto della recente riforma della PA (Legge n. 124/2015 recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”). È prevista la realizzazione di componenti specifici per valorizzare il patrimonio informativo gestito, integrando informazioni e servizi erogati da altri stakeholder istituzionali.

6.4.2. Obiettivi

  • Completare la realizzazione del sistema NoiPA, anche integrandolo con le altre Piattaforme abilitanti, e favorirne l’adozione da parte di tutte le amministrazioni pubbliche;
  • rendere fruibile agli stakeholder, con gli opportuni livelli di visibilità e accessibilità, un patrimonio informativo strutturato e integrato concernente tutti i dipendenti pubblici.

6.4.3. Linee di azione

LA37 - Evoluzione del sistema NoiPA e valorizzazione del patrimonio informativo gestito

Tempi
In corso
Attori
MEF, AGID e PA Centrali e Locali, Dipartimento della Funzione Pubblica, INPS
Descrizione

Le attività previste sono:

  • realizzare il nuovo sistema di gestione del personale pubblico a copertura di tutti i processi amministrativi di gestione del personale (servizi anagrafici, servizi integrati stipendiali, servizi di rilevazione presenze, servizi giuridici);
  • realizzare e rilasciare componenti aggiuntivi collegati a esigenze di valutazione e sviluppo del personale pubblico;
  • realizzare la base dati del personale della PA;
  • valorizzare il patrimonio informativo gestito attraverso l’implementazione di componenti specifici per abilitare l’integrazione con informazioni e servizi di altri stakeholder istituzionali coinvolti nei processi di gestione del personale pubblico.

Le amministrazioni non ancora aderenti al sistema potranno procedere a comunicare entro il 2019 la propria adesione per successivamente migrare ed adottare il sistema NoiPA, secondo la programmazione concordata con il MEF.

Risultati

Completamento del nuovo sistema NoiPA (data di rilascio: dicembre 2020).

Richiesta di adesioni delle PA (entro il 2019).

Avvio dell’erogazione del servizio (giugno 2019).

Abilitazione della condivisione del patrimonio informativo gestito (giugno 2019).

Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA e stakeholder istituzionali coinvolti.

6.5. SPID

6.5.1. Scenario

SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, è la soluzione che permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica identità digitale. È previsto, con Determinazione AGID n.366/2017 “Convenzione Service Provider Privati”, che possano aderire a SPID anche soggetti privati che intendano avvalersi dell’identità certificata.

Attraverso credenziali classificate su tre livelli di sicurezza, SPID abilita ad accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione e dei privati che aderiranno, fornendo dati identificativi certificati.

SPID è costituito da un insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte di AGID, gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete, nei riguardi di cittadini e imprese. Attualmente gli identity provider (gestori di identità) accreditati sono nove, uno dei quali accreditato nel 2018.

Nel corso dell’ultimo biennio, AGID ha fornito supporto alle PA nelle attività di interfacciamento dei loro sistemi con SPID. Attualmente il numero di Service Provider, ovvero pubbliche amministrazioni che permettono di accedere ai propri servizi con SPID, è pari a circa 4.000. Per favorire l’adesione al sistema SPID, sono state definite convenzioni che prevedono l’adesione dei cosiddetti “soggetti aggregatori”, intesi come soggetti che offrono alle amministrazioni aggregate la possibilità di rendere accessibili tramite SPID i propri servizi online.

L’Agenzia ha, inoltre, svolto attività di divulgazione e informazione nei confronti di cittadini e utenti per favorirne l’adesione a SPID, fornendo loro supporto nelle attività di accesso al sistema. I cittadini che hanno acquisito un’identità digitale sono pari a più di tre milioni, numero in crescita progressiva, aggiornato nella sezione Avanzamento trasformazione digitale del sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

A seguito del completamento della procedura di notifica dello SPID, ultimato dall’Agenzia con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE C318 e GUUE C344 del 2018), a partire dal 10 settembre 2019 l’identità digitale SPID potrà essere usata per l’accesso ai servizi in rete di tutte le pubbliche amministrazioni dell’Unione.

6.5.2. Obiettivi

  • Evolvere il sistema per consentire la sostenibilità economica e favorire l’integrazione anche con soggetti, non pubblici, fornitori di servizi;
  • massimizzare il recupero di identità pregresse delle PA per favorire lo switch off dei sistemi di autenticazione a favore di SPID;
  • avviare le Attribute authority (fornitori di attributi qualificati);
  • consolidare il sistema di controlli integrati attraverso SCIPAFI (banche dati per la prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo e del furto d’identità);
  • aggiornare le regole tecniche SPID;
  • automatizzare i processi per le verifiche di interoperabilità e di messa in esercizio dei fornitori di servizio.

6.5.3. Linee di azione

LA38 - Linee Guida SPID

Tempi
In corso
Attori
AGID
Descrizione

Al fine di favorire l’avvio dell’iter per l’emanazione ai sensi dell’art 71 del CAD, AGID predispone e pubblica in consultazione Linee guida relative ai seguenti argomenti:

  • identità digitali per uso professionale;
  • user experience;
  • firma ex articolo 20 del Codice dell’amministrazione digitale;
  • adesione delle Attribute authority;
  • OpenID Connect.

A chiusura della fase di consultazione, le linee guida seguiranno le modalità di emanazione previste dall’articolo 71 comma 1 del CAD.

Risultati

Linee guida per il rilascio delle identità digitali per uso professionale (giugno 2019).

Linee guida user experience (giugno 2019).

Linee guida per l’implementazione di sistemi per la firma ex articolo 20 del Codice dell’amministrazione digitale attraverso SPID (giugno 2019).

Linee guida per l’adesione in SPID delle Attribute authority in qualità di gestori di attributi qualificati (giugno 2019).

Linee guida OpenID connect (giugno 2019).

Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA e sulle imprese (identity provider e service provider privati).

LA39 - Attività a seguito della notifica di SPID alla Commissione Europea

Tempi
In corso
Attori
AGID, Commissione Europea, Stati membri, PA
Descrizione
Riconoscimento del sistema di identificazione elettronica SPID da parte degli altri Stati membri e possibilità di utilizzo per l’accesso ai servizi in rete della PA.
Risultati
SPID è abilitato all’uso per l’accesso ai servizi online delle PA all’interno dell’Unione Europea (ottobre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA degli Stati membri e sui cittadini.

LA40 - Integrazione con le identità digitali a livello europeo

Tempi
In corso
Attori
AGID
Descrizione
Le identità digitali, notificate ai sensi del regolamento eIDAS, consentiranno di accedere ai servizi offerti da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Attraverso il progetto FICEP è in via di completamento il primo “server trasfrontaliero italiano” che consente circolarità delle identità digitali.
Risultati

Messa in esercizio del nodo FICEP.

Primo report sull’onboarding delle pubbliche amministrazioni e dei privati (entro dicembre 2019).

Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA europee e sui cittadini.

LA41 - Analisi diffusione di SPID ai fini dello switch-off

Tempi
In corso
Attori
AGID
Descrizione
AGID sviluppa uno studio sulla stabilità del sistema SPID ai fini del suo utilizzo esclusivo quale sistema di identificazione ai servizi online, ai sensi dell’articolo 64 del CAD.
Risultati
Pubblicazione studio relativo alla stabilità di SPID ai fini dello switch-off (ottobre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA.

6.6. Carta d’identità elettronica

6.6.1. Scenario

La Carta d’identità elettronica (CIE) è l’evoluzione digitale del documento di identità in versione cartacea: consente di comprovare in modo certo l’identità del titolare, tanto sul territorio nazionale quanto all’estero.

La CIE è utilizzabile per consentire l’autenticazione in rete da parte del cittadino, finalizzata alla fruizione dei servizi erogati dalle PA e dagli erogatori di pubblici servizi.

Alla data del 15/12/2018:

  • sono state emesse oltre 6,7 milioni di carte;
  • i comuni non in grado di emettere CIE sono solo 23 (su 7.915). La percentuale dei comuni in grado di emettere la CIE è pari pertanto al 99,7% dei Comuni, con una copertura del 98,7% della popolazione residente.

6.6.2. Obiettivi

  • Completare il dispiegamento, rendendo tutti i comuni in grado di emettere CIE, anche attraverso il completamento dei formati multilingue;
  • rendere possibile l’emissione della CIE anche attraverso i consolati per gli italiani residenti all’estero;
  • permettere l’accesso con CIE ai servizi online, e relativa notifica eIDAS.

6.6.3. Linee di azione

LA42 - Emissione della CIE all’estero

Tempi
In corso
Attori
AGID, Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Comuni, IPZS
Descrizione
Rendere le sedi di alcuni consolati pilota in grado di accettare le richieste di CIE da parte degli italiani residenti all’estero.
Risultati
Emissione della CIE all’estero nei consolati pilota (da aprile 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su PA e cittadini.

LA43 - Notifica eIDAS

Tempi
In corso
Attori
AGID, Ministero dell’Interno, IPZS
Descrizione
Riconoscimento della CIE come strumento di autenticazione ai servizi in rete della PA degli altri stati membri della UE. Predisposizione da parte di AGID del processo previsto per la necessaria notifica alla Commissione Europea del sistema CIE come mezzo di identificazione elettronica riconosciuto tra gli stati membri della UE, come previsto dall’articolo 9 del Regolamento eIDAS e successiva Decisione Esecutiva EU 2015/1984.
Risultati
Avvio da parte di AGID del processo previsto per la notifica alla Commissione Europea del sistema CIE come mezzo di identificazione elettronica riconosciuto tra gli stati membri dell’UE, come previsto dall’articolo 9 del Regolamento eIDAS e successiva Decisione Esecutiva EU 2015/1984 (da aprile 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto su PA degli Stati membri dell’UE.

LA44 - Accesso ai servizi online con CIE

Tempi
Dicembre 2019
Attori
AGID, Ministero dell’Interno, IPZS
Descrizione
Realizzazione di un’infrastruttura in grado di permettere la realizzazione di servizi online, anche mobili, che utilizzino la CIE come sistema di identificazione.
Risultati
Integrazione della CIE come strumento di identificazione nei servizi online della PA (entro dicembre 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA.

6.7. Sistema di gestione dei procedimenti amministrativi nazionali (SGPA)

Il Sistema di gestione dei procedimenti amministrativi nazionali (SGPA) rappresenta una delle piattaforme essenziali per il raggiungimento degli obiettivi di digitalizzazione, di semplificazione e di efficientamento dell’azione amministrativa della Pubblica Amministrazione previsti dall’Agenda digitale italiana e dal CAD.

Il sistema ha l’obiettivo di garantire l’uniformità e l’interoperabilità a livello nazionale dei flussi documentali associati ai procedimenti amministrativi: la sua realizzazione va pertanto inquadrata all’interno di un complesso di azioni che prevedono una sempre maggiore dematerializzazione della documentazione amministrativa, la diffusione di sistemi di gestione e workflow documentale nelle pubbliche amministrazioni e lo sviluppo della rete nazionale dei poli di conservazione.

In particolare, la gestione documentale dei procedimenti amministrativi garantisce che l’intero ciclo di vita del documento, dalla sua produzione fino alla sua conservazione, si collochi all’interno di un modello unico di dematerializzazione dei procedimenti che consentirà di predisporre nuove modalità di comunicazione e interazione con cittadini e imprese offrendo servizi innovativi attraverso un unico punto di accesso, nel rispetto delle Linee guida di design dei documenti amministrativi orientate alla semplificazione del linguaggio per rispondere ai bisogni degli utenti, cittadini, imprese e dipendenti della Pubblica Amministrazione.

La figura descrive il ciclo di vita del documento informatico dal suo ingresso nel sistema documentale dell’amministrazione, con relativa protocollazione, classificazione e fascicolazione fino alla sua conservazione, allorquando il documento abbia esaurito la sua valenza amministrativa.

Fig. 6.4 Il sistema di gestione dei procedimenti amministrativi della PA: rappresentazione del ciclo di vita del documento informatico

La figura rappresenta sinteticamente l’architettura di insieme di SGPA con l’evidenza dei diversi ruoli. Il sistema farà da interfaccia da un parte ai sistemi di gestione documentale delle singole amministrazioni e dall’altra la rete dei poli di conservazione dove confluiranno i documenti provenienti dagli archivi delle PA, in particolare quelli soggetti a conservazione a lungo termine. Su questa particolare tipologia di documenti la Direzione generale Archivi dello Stato svolgerà istituzionalmente attività di vigilanza ed esibizione dei documenti a favore di studiosi e ricercatori. Le amministrazioni, a loro volta, al fine della trasparenza amministrativa, risponderanno ai cittadini in merito all’avanzamento dei procedimenti amministrativi che li riguardano.

Fig. 6.5 Il sistema di gestione dei procedimenti amministrativi della PA: architettura d’insieme.

6.7.1. Scenario

AGID sta infatti proponendo l’evoluzione del concetto di gestione documentale verso un nuovo Sistema di Gestione dei Procedimenti Amministrativi (SGPA), inteso come modello organizzativo e strumentale di riferimento per l’intero Sistema Documentale della PA.

SGPA è realizzato attraverso la costruzione di uno strato di interoperabilità a livello nazionale sui procedimenti amministrativi, da implementare tramite la definizione di regole di interoperabilità dei flussi documentali cui le pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi. Una volta a regime, SGPA consentirà di gestire i procedimenti, in particolare quelli che vedono coinvolte più PA, in modo più efficace e veloce, senza ritardi o perdite di informazioni e con minore richiesta di informazioni a cittadini e imprese (principio once only). SGPA consentirà inoltre ai cittadini e imprese di conoscere in tempo reale lo stato dei loro procedimenti e di recuperare in modo veloce e semplice la documentazione relativa ai vecchi procedimenti, anche attraverso il collegamento con i sistemi di conservazione.

Nonostante AGID abbia posto in essere molteplici attività al fine di migliorare la diffusione e la gestione dei documenti informatici nelle pubbliche amministrazioni, tra cui la redazione di numerose regole tecniche e documenti di riferimento [5], resta ancora molto da fare per garantire l’interoperabilità dei flussi documentali a livello nazionale.

[5]

DPCM 13 novembre 2014 - Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici;

DPCM 3 dicembre 2013 - Regole tecniche protocollo informatico;

DPCM 3 dicembre 2013 - Regole tecniche in materia di sistema di conservazione;

Allegato 1 DPCM - Glossario e definizioni;

Allegato 2 DPCM - Formati;

Allegato 3 DPCM - Standard e specifiche tecniche;

Allegato 4 DPCM - Specifiche tecniche del pacchetto di archiviazione;

Allegato 5 DPCM - Metadati;

Istruzioni per la produzione e conservazione del registro giornaliero di protocollo;

Circolare n. 60 del 23 gennaio 2013 - Formato e definizioni dei tipi di informazioni minime ed accessorie associate ai messaggi scambiati tra le pubbliche amministrazioni;

Circolare n. 62 del 30 aprile 2013 - Linee guida per il contrassegno generato elettronicamente ai sensi dell’articolo 23-ter, comma 5 del CAD;

Schemi XML del contrassegno generato elettronicamente

AGID sta oggi lavorando all’aggiornamento delle Linee guida per la formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici e, al fine di garantire una migliore progettazione della piattaforma SGPA, intende avviare nel triennio 2018 - 2020 due attività di studio:

  • assessment sulle informazioni e sui dati gestiti dai sistemi di gestione documentale delle PA, necessario al fine di individuare i requisiti relativi alle tipologie di dati, le informazioni in input e in output dei principali flussi di dati gestiti all’interno delle amministrazioni, nonché le modalità di gestione e di valorizzazione dei dati stessi per una migliore trasparenza. L’attività di assessment sarà condotta su un campione significativo di amministrazioni sia centrali che locali in modo da coprire le differenti tipologie di amministrazioni da integrare, in futuro, nel sistema;
  • analisi dei procedimenti amministrativi della PA e dei dati prodotti: si tratta di un’analisi di dettaglio su un campione di procedimenti amministrativi della PA, selezionati a partire da quelli di maggior interesse ai fini della trasparenza amministrativa per cittadini e imprese. L’analisi individuerà i flussi documentali di riferimento sottostanti ai procedimenti esaminati, le amministrazioni coinvolte, la quantità e la tipologia di dati (informazioni e documenti) scambiati tra le amministrazioni. All’esito di tale verifica, saranno definiti i criteri di base a supporto della redazione delle linee guida e delle regole tecniche di interoperabilità dei sistemi di gestione documentale previste nel presente Piano Triennale.

6.7.2. Obiettivi

  • Sostenere una visione orientata principalmente alla trasparenza e alla semplificazione dei procedimenti amministrativi;
  • attuare il principio once only nel settore pubblico;
  • incentivare l’interoperabilità tra i sistemi di gestione e workflow documentale delle pubbliche amministrazioni;
  • favorire la diffusione di soluzioni innovative nella Pubblica Amministrazione;
  • sostenere una visione orientata al cittadino e alle imprese che conduca alla realizzazione di servizi che semplifichino l’interazione con le pubbliche amministrazioni, offrendo un singolo punto di accesso alla documentazione per l’utente.

6.7.3. Linee di azione

LA45 - Nuove Linee Guida per la formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici

Tempi
In corso
Attori
AGID, Conferenza Stato-Regioni, Garante Privacy, Amministrazioni centrali coinvolte
Descrizione
Attraverso l’analisi dettagliata delle regole tecniche vigenti, si intende aggiornare le attuali Linee guida e addivenire ad un unicum che contempli tutti gli aspetti previsti all’articolo 71 dal nuovo CAD (ex D.Lgs. 217/2017) in materia di formazione, gestione e conservazione del documento digitale. Redazione, consultazione, approvazione e pubblicazione delle Linee guida (secondo i passaggi istituzionali).
Risultati
Linee guida per la formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici (giugno 2019).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA e su conservatori accreditati.

LA46 - Modelli per l’interoperabilità tra sistemi di gestione documentale delle PA

Tempi
Da gennaio 2019
Attori
AGID, Amministrazioni, associazioni di categoria e consulenti di settore.
Descrizione

Definizione, progettazione e sviluppo di modelli e applicativi standard, conformi alle Linee guida e regole di interoperabilità delle PA che saranno definite da AGID entro il 2019. I componenti applicativi sviluppati, una volta diffusi all’interno delle PA coinvolte, garantiranno:

  • l’interoperabilità tra i sistemi di gestione documentale già esistenti nelle pubbliche amministrazioni;
  • l’integrazione tra sistemi di gestione documentale e poli di conservazione, con funzionalità di ricerca e monitoraggio di tipo avanzato.

Tali moduli potranno essere adottati in sussidiarietà dalle amministrazioni al fine di velocizzare la gestione completamente digitale del documento amministrativo.

L’obiettivo è quello di consentire a cittadini e imprese un accesso razionalizzato ai documenti prodotti nell’ambito di tali procedimenti.

Risultati
Realizzazione moduli di interoperabilità (giugno 2020).
Aree di intervento
Nel breve periodo, impatto sulle PA e su conservatori accreditati.

6.8. Poli di Conservazione

6.8.1. Scenario

A tendere, tutte le pubbliche amministrazioni formeranno e gestiranno i propri documenti amministrativi, in tutto il loro ciclo di vita, completamente in digitale.

Documenti, banche dati, email, contributi provenienti da sistemi informativi complessi, dalla rete e dai social network costituiranno un enorme patrimonio di conoscenza della Pubblica Amministrazione, interamente elettronico, e dovranno essere archiviati e conservati in modo completamente differente da quanto viene fatto oggi in modalità cartacea: non è possibile, infatti, realizzare un completo processo di dematerializzazione senza il ricorso a sistemi di conservazione in grado di garantire l’autenticità dei documenti e la loro accessibilità a lungo termine, così come previsto dal Regolamento europeo 910/2014 (eiDAS).

Le pubbliche amministrazioni hanno il compito di conservare tutti i documenti, i fascicoli e gli archivi digitali formati nell’ambito della loro azione amministrativa, sia come testimonianza diretta della propria attività, sia a fini di memoria storica (conservazione permanente).

La conservazione digitale, cioè l’attività volta a proteggere e custodire gli archivi di documenti e dati informatici, si realizza attraverso il ricorso ai conservatori accreditati da AGID, soggetti pubblici e privati che sono specializzati nell’offerta di servizi di conservazione per le pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda la conservazione permanente, cioè a fini di memoria storica, le amministrazioni possono rivolgersi ai Poli di conservazione, cioè a quei Poli Strategici Nazionali che svolgono anche funzioni di conservazione.

La conservazione digitale dei documenti della Pubblica Amministrazione, ad oggi, è diffusa solo parzialmente. Non tutti i documenti prodotti nel corso dell’attività amministrativa delle PA vengono inviati in conservazione e, a livello nazionale, non è ancora garantita l’interoperabilità tra i diversi sistemi di conservazione (i conservatori utilizzano infatti software di archiviazione differenti tra loro e manca un linguaggio comune che consenta il dialogo e l’interscambio di informazioni).

AGID sta lavorando alla definizione di regole di interscambio per l’interoperabilità tra tutti i sistemi di conservazione a livello nazionale e alla progettazione di un unico punto di accesso a tutta la documentazione della Pubblica Amministrazione in conservazione; a tal fine nel marzo 2018 l’Archivio Centrale di Stato, il Consiglio Nazionale del Notariato, il Ministero della Difesa e AGID hanno sottoscritto uno specifico accordo di collaborazione. L’accordo è finalizzato alla condivisione delle esperienze maturate in materia di conservazione dei documenti informatici, alla sperimentazione di scambio di pacchetti di conservazione, alla definizione di un modello di riferimento di Polo di conservazione e, soprattutto, alla definizione di regole per l’interoperabilità tra i sistemi di conservazione.

6.8.2. Obiettivi

  • Definire le regole di interscambio per l’interoperabilità dei conservatori pubblici e privati accreditati, attraverso la definizione di una rete logica e di regole tecniche o normative che consentano il collegamento tra i diversi sistemi di conservazione, nonché lo scambio di pacchetti tra sistemi differenti;
  • abilitare la gestione da parte di sistemi di conservazione di tutte le possibili tipologie di documenti e oggetti digitali prodotti dalle PA, anche quelli soggetti a particolari criticità sia dal punto di vista del trattamento dei dati sia della sicurezza nazionale, che richiedono pertanto soluzioni ed attenzioni particolari;
  • costruire un punto unico di accesso ai documenti informatici della PA in conservazione, per AGID e Archivio Centrale dello Stato (ACS) che hanno compiti di vigilanza e ispezione sulla documentazione in conservazione e per i cittadini e le imprese che hanno necessità di accedere ai documenti che la PA conserva per loro conto;
  • abilitare la conservazione permanente della memoria della comunità nazionale e dello Stato, secondo quanto previsto dalle norme archivistiche.

6.8.3. Linee di azione

LA47 - Progetto di redazione di linee guida di interoperabilità tra sistemi di conservazione

Tempi
In corso
Attori
AGID, Agenzia Industrie Difesa, Consiglio Nazionale del Notariato, Archivio Centrale dello Stato, Direzione generale Archivi
Descrizione

Gli attori condividono le esperienze maturate in materia di conservazione dei documenti informatici, con particolare attenzione alle soluzioni metodologiche, organizzative e tecniche adottate, nonché all’analisi delle tipologie di documenti e oggetti digitali (testo, immagini, filmati) prodotti e che dovranno essere oggetto di conservazione da parte della PA (formati, procedure di sicurezza, firme, dematerializzazione). È svolta una sperimentazione finalizzata a identificare e analizzare eventuali problematiche nella trasmissione di pacchetti di conservazione tra le parti e a individuare le modalità di comunicazione più idonee adottabili per la comunicazione tra diversi sistemi di conservazione. Gli attori definiscono infine uno schema architetturale e funzionale di procedure che consentano la conservazione permanente e le attività di scarto e di controllo su fascicoli e documenti che devono andare in conservazione.

Il progetto sarà sviluppato in quattro fasi di lavoro:

  1. identificazione delle soluzioni adottabili per garantire l’interoperabilità e la comunicazione tra sistemi di conservazione;
  2. definizione delle modalità più opportune per garantire l’invio delle diverse tipologie di documenti informatici in conservazione, nel rispetto delle caratteristiche di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità;
  3. identificazione delle caratteristiche tecnologico-organizzative della rete dei Poli di conservazione e di un punto di accesso ai documenti in conservazione per l’Archivio Centrale dello Stato;
  4. identificazione di regole per l’interoperabilità e la trasferibilità dei documenti informatici tra i sistemi di conservazione diversi, da mettere in consultazione pubblica.
Risultati
Pubblicazione, previa consultazione pubblica, da parte di AGID delle regole di interoperabilità per i sistemi di conservazione a livello nazionale (dicembre 2021).
Aree di intervento
Nel medio periodo, impatto sulle PA.

LA48 - Progetto di dematerializzazione documenti della PA

Tempi
In corso
Attori
AGID, PA
Descrizione
Promuovere la piena digitalizzazione dell’attività amministrativa attraverso la progressiva dematerializzazione degli archivi correnti. Supportare le amministrazioni nell’individuazione di soluzioni e modelli organizzativi orientati alla completa digitalizzazione dei processi. Le amministrazioni comunicano ad AGID l’avvio e la conclusione del processo di dematerializzazione avviato all’interno di ciascuna Area Organizzativa Omogenea (AOO). AGID pubblica il primo report a fine 2021.
Risultati
Dematerializzazione degli archivi correnti delle pubbliche amministrazioni centrali: il 40% delle PA hanno concluso progetti di dematerializzazione degli archivi correnti e quindi risolto contratti di locazione degli spazi di stoccaggio degli archivi cartacei. (dicembre 2021).
Aree di intervento
Nel medio periodo, impatto sulle PA.

6.9. ANPR

L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) è l’anagrafe centrale unica di tutti i cittadini e i residenti in Italia. Essa contiene i dati anagrafici, gli indirizzi di residenza e rappresenta l’archivio di riferimento per gli altri sistemi della PA delle persone fisiche residenti sul territorio italiano e dei cittadini italiani residenti all’estero.

6.9.1. Scenario

L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) è la banca dati nazionale nella quale confluiranno progressivamente le anagrafi comunali.

È istituita presso il Ministero dell’Interno ai sensi dell’articolo 62 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale).

Il Decreto Ministeriale n. 194 del 10/11/2014 stabilisce i requisiti di sicurezza, le funzionalità per la gestione degli adempimenti di natura anagrafica, i servizi per assicurare l’integrazione con i diversi sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni, i gestori dei servizi pubblici e le società a controllo pubblico che, a tal fine, dovranno sottoscrivere accordi di servizio con lo stesso Ministero.

ANPR assicura la circolarità anagrafica, garantendo certezza e qualità del dato anagrafico per tutte le pubbliche amministrazioni. La disponibilità di ANPR, quale registro unico dei dati anagrafici dei residenti sul territorio nazionale e dei cittadini italiani residenti all’estero, rende possibile la creazione del servizio nazionale per la certificazione anagrafica assicurando omogeneità dello stesso per tutti gli aventi diritto.

Il Regolamento generale sulla protezione dei dati dispone che ogni cittadino abbia diritto di accedere agevolmente ai propri dati personali gestiti dalle pubbliche amministrazioni. ANPR rende questo possibile, relativamente ai dati anagrafici conosciuti dalla PA, attraverso una visura anagrafica online.

6.9.2. Obiettivi

  • Attuare la circolarità anagrafica, tramite la fruizione dei dati presenti in ANPR da parte delle amministrazioni pubbliche, dei gestori dei servizi pubblici e delle società a controllo pubblico che hanno diritto di accesso ai dati ANPR;
  • rendere disponibile un servizio di accesso ai propri dati anagrafici (visura anagrafica) a tutti i cittadini;
  • rendere disponibili servizi digitali per la certificazione anagrafica per tutti i cittadini.

6.9.3. Linee di azione

LA49 - Promozione della circolarità anagrafica

Tempi
In corso
Attori
Ministero dell’Interno, AGID, Sogei, PA, gestori di pubblici servizi, società controllate dalle PA
Descrizione

La linea di azione si sviluppa in due fasi:

  1. Definizione di un modello di Accordo di servizio e di un processo facilitato per le stipule che indichi:
    • le finalità istituzionali per cui si richiede l’accesso ai dati ANPR;
    • le modalità tecnico-amministrative con cui accedere;
    • la definizione dei data service a cui poter accedere.
Verrà predisposto un sistema web per facilitare l’adesione all’Accordo di servizio ai soggetti che ne hanno diritto.
  1. Stipula degli Accordi di servizio.
Risultati

Modello di Accordo di servizio e processo per la stipula degli Accordi (gennaio 2019);

Stipula degli Accordi (da febbraio 2019).

Aree di intervento
Nel breve e medio periodo impatto sulle PA, gestori di pubblici servizi, società controllate dalle PA.

LA50 - Visura anagrafica e Certificazione anagrafica nazionale

Tempi
In corso
Attori
Ministero dell’Interno, AGID, Sogei
Descrizione

ANPR permette a tutti i cittadini di visualizzare, anche attraverso SPID, la propria situazione anagrafica (visura anagrafica) e quella della famiglia anagrafica in cui è inserito, consultabili tramite web app resa disponibile a livello nazionale.

ANPR rende possibile, anche attraverso i servizi fiduciari previsti dal regolamento europeo eIDAS, per garantire l’autenticità della fonte, la realizzazione di un servizio di certificazione anagrafica nazionale online.

Risultati

Disponibilità di visura anagrafica online per i cittadini (gennaio 2019).

Disponibilità di certificazione dei dati anagrafici online per i cittadini (dicembre 2019).

Aree di intervento

Visura anagrafica: nel breve periodo sui cittadini, le PA locali.

Certificazione online: nel medio periodo sui cittadini, le PA locali e gli ordini professionali.