1.1. Contesto di riferimento¶
1.1.1. Il PNRR e l’investimento M1C3 1.1¶
Ecomic nasce nell’ambito della Missione 1 Componente 3 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Investimento 1.1 “Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale”, coordinato dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library. L’obiettivo è duplice: da un lato realizzare una digitalizzazione estesa del patrimonio culturale italiano, dall’altro costruire un’infrastruttura tecnologica nazionale in grado di garantire la raccolta, la gestione, l’accessibilità e la valorizzazione dei dati culturali.
L’investimento è articolato in dodici sub-investimenti tra loro interconnessi e adotta un modello di governance orientato a superare la frammentazione progettuale, valorizzare le competenze esistenti e incentivare la collaborazione promuovendo un ecosistema digitale cooperativo e interoperabile.
1.1.2. Il Piano Nazionale di Digitalizzazione (PND)¶
Il Piano Nazionale di Digitalizzazione (PND) rappresenta il quadro di riferimento strategico e operativo del Ministero della Cultura per guidare la trasformazione digitale del settore culturale. La sua visione si orienta su tre obiettivi fondamentali:
- supportare le capacità operative degli istituti culturali attraverso strumenti e servizi digitali;
- favorire l’integrazione tra dati, sistemi e processi in una logica ecosistemica;
- generare nuovo valore culturale, sociale ed economico a partire dal patrimonio digitale.
Il PND sottolinea anche la necessità di promuovere una visione olistica e partecipata del patrimonio culturale, riconoscendo il valore delle pratiche narrative e dei contesti di fruizione: in quest’ottica, il digitale diventa leva di cittadinanza attiva, oltre che strumento di tutela e valorizzazione. Ecomic vuole essere lo spazio in cui la visione del PND si realizza operativamente, traducendone i principi in soluzioni tecnologiche concrete.
Per approfondire
1.1.3. Il contesto europeo¶
Il panorama europeo ha conosciuto negli ultimi anni un’accelerazione significativa nella digitalizzazione del patrimonio culturale, e più in generale, della trasformazione digitale della cultura, che ha assunto un ruolo strategico crescente per la creazione di valore pubblico e privato. Le principali iniziative convergono su alcuni principi cardine:
- apertura e interoperabilità dei dati;
- partecipazione attiva dei pubblici;
- sviluppo di infrastrutture condivise per la ricerca;
- conservazione e innovazione basate su tecnologie avanzate.
Europeana, ad esempio, è l’infrastruttura di riferimento dell’Unione Europea per l’aggregazione e l’accesso ai contenuti culturali digitali. Promuove la diffusione di standard comuni per la metadatazione, l’accesso e il riuso, costituendo un punto di riferimento essenziale per la progettazione di un’infrastruttura federata e interoperabili come Ecomic.
Un passaggio cruciale nella definizione delle politiche europee è rappresentato dalla Raccomandazione del 2021 relativa alla creazione di un Common European Data Space for Cultural Heritage, che evidenzia la necessità di completare la digitalizzazione dei beni culturali e costruire uno spazio dati fondato su principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable).
In continuità con tale visione, la Commissione Europea ha avviato la realizzazione della Cultural Heritage Cloud, un’infrastruttura cloud trans-disciplinare in corso di sviluppo attraverso una serie coordinata di progetti e bandi di finanziamento, tra i quali il più significativo è ECHOES (European Cloud for Heritage OpEn Science) che ha l’obiettivo di federare comunità scientifiche, culturali e tecnologiche secondo il paradigma del digital commons.
Altri progetti rilevanti per la strategia europea includono Time Machine, dedicato alla ricostruzione spazio-temporale del passato europeo attraverso dati storici e modelli computazionali.
In questo contesto in rapida evoluzione, Ecomic si colloca come iniziativa strategica nazionale allineata con le linee guida europee, sia nella visione (ecosistemica, partecipativa, distribuita) sia nelle tecnologie adottate (open source, Linked open data, API, grafi di conoscenza ). Il suo modello organizzativo e infrastrutturale ne fa un candidato naturale al dialogo con le principali iniziative europee, contribuendo a portare nel contesto comunitario le specificità del patrimonio culturale italiano.
Ecomic non si limita a replicare esperienze europee: ne interpreta i principi e li rielabora e arricchisce nel quadro della strategia nazionale delineata dal PND, offrendo un contributo distintivo alla costruzione dell’infosfera culturale europea.
1.1.4. Il concetto di ecosistema¶
Nel contesto della trasformazione digitale descritta nel PND, il termine ecosistema digitalenon è inteso come un semplice insieme di strumenti tecnologici o di infrastrutture digitali, ma richiama una rete dinamica e interconnessa di soggetti, dati, processi, tecnologie e pratiche, orientata alla generazione di valore pubblico condiviso. Questo concetto è strettamente legato alla logica del dato come servizio – Data as a Service , Knowledge as a Service – secondo la quale la cultura digitale diventa un ambiente generativo, capace di produrre nuova conoscenza, innovazione sociale, contenuti creativi e modelli educativi.
Ecomic adotta e interpreta questo paradigma configurandosi come uno spazio digitale e organizzativo in cui convivono infrastrutture tecnologiche, standard comuni, dati e modelli di cooperazione tra soggetti diversi. Attraverso l’adozione di tecnologie interoperabili e la promozione di pratiche collaborative, Ecomic è un ecosistema capace di adattarsi, crescere e innovare nel tempo. Ecomic non impone un unico modello di gestione del patrimonio digitale, ma offre un contesto abilitante plurale, dove ciascun Attore – pubblico o privato, istituzionale o comunitario – può riconoscersi, partecipare e contribuire secondo le proprie competenze e missioni. Questo modello si propone come superamento consapevole dell’approccio verticale e centralizzato alla gestione del patrimonio, storicamente riconducibile a quello che Laurajane Smith ha definito Authorised Heritage Discourse (AHD). L’AHD si fonda su una visione gerarchica e oggettivante della cultura, in cui la legittimità del sapere e del valore culturale è attribuita quasi esclusivamente a istituzioni centrali e figure esperte, escludendo narrazioni alternative o comunitarie. Ecomic, propone di superare i modelli autoritativi di governance applicati ai domini della cultura, per incoraggiare l’adozione di nuovi paradigmi relazionali e collaborativi. In quest’ottica l’ecosistema non è solo un’infrastruttura tecnologica ma uno spazio abilitante per la costruzione condivisa di significato e valore pubblico, attraverso l’interazione tra comunità, istituzioni e tecnologie.
Per approfondire
PND, §5.2.3
Smith, L. (2011). Uses of Heritage. Routledge.