3.3. DPaaS – Piattaforma data product as a service¶
3.3.1. Ruolo nell’ecosistema¶
DPaaS completa il nucleo tecnologico di Ecomic configurandosi come elemento di raccordo tra il patrimonio digitale nazionale e gli Attori dell’innovazione: mercato IT, comunità scientifica, imprese culturali e creative. La piattaforma opera come un laboratorio di sperimentazione in grado di elaborare sia i dati depositati e arricchiti in I.PaC, sia dati grezzi provenienti da fonti esterne che, attraverso i servizi di DPaaS, possono essere adeguatamente strutturati e integrati nell’ecosistema.
La piattaforma realizza concretamente il modello di co-creazione che costituisce il paradigma operativo di Ecomic, facilitando l’incontro tra le esigenze degli enti culturali e le capacità tecnologiche di sviluppatori, ricercatori e imprese. L’approccio a bassa complessità di programmazione abbatte le barriere tecniche tradizionalmente associate allo sviluppo di prodotti basati sui dati culturali, traducendosi in tempi di elaborazione ridotti, costi contenuti e possibilità di sperimentazione rapida.
Gli strumenti tecnologici sono disponibili sia come pacchetti tematici preconfigurati per specifici scenari d’uso, sia come componenti singoli liberamente combinabili. I processi di analisi ed elaborazione producono data product, ossia dati trasformati e strutturati resi accessibili attraverso modalità standardizzate: scaricamento diretto di dataset, interrogazione tramite interfacce applicative (API ) o consultazione di report analitici. Questi prodotti dati, documentati e riutilizzabili, sono pronti per essere integrati in applicazioni e servizi destinati agli utenti finali. Il catalogo pubblico dei data product e la condivisione di configurazioni e buone pratiche tra gli utenti generano effetti di rete che amplificano l’innovazione e riducono la duplicazione degli sforzi.
DPaaS si configura quindi come spazio di apertura del patrimonio digitale verso la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la creatività imprenditoriale, dove questi ambiti convergono per generare valore pubblico, avanzamento della conoscenza e opportunità economiche sostenibili.
3.3.2. Contributo agli obiettivi di Ecomic¶
| Abilitazione | Interoperabilità | Valorizzazione | |
|---|---|---|---|
| DPaaS | Democratizza l'accesso all'innovazione digitale **nel settore **culturale. | Opera come punto di integrazione tra l'infrastruttura e le applicazioni esterne. | Contribuisce a trasformare i dati culturali in esperienze digitali concrete e servizi ad alto valore aggiunto. |
Tabella 8 I Il contributo di DPaaS agli obiettivi Ecomic
3.3.2.1. Obiettivo 1 – Abilitazione¶
Contributo: DPaaS democratizza l’accesso all’innovazione digitale nel settore culturale.
DPaaS fornisce un ambiente pronto all’uso con tecnologie avanzate, spazio computazionale e processi configurabili, abbattendo barriere tecniche ed economiche per lo sviluppo di servizi digitali innovativi. L’approccio low-code accelera i tempi di realizzazione, mentre la disponibilità di bundle tecnologici predefiniti riduce la complessità progettuale. Il modello di lavoro è aperto, cooperativo e scalabile, favorendo la sperimentazione diffusa e la co-progettazione tra Attori diversi.
Formula SMART e KPI – Obiettivo 1 – Abilitazione
Formula SMART: Almeno 150 soggetti pubblici e privati utilizzano DPaaS per lo sviluppo di servizi culturali, sostenuti da almeno 3 iterazioni del modello di procurement **innovativo **KPI esemplificativi:
- Numero di soggetti con progetti attivi su DPaaS
- Numero di data product nel catalogo
- Numero di collaborazioni pubblico-private per ciascuna iterazione del modello di procurement innovativo
- Tasso di riutilizzo dei bundle tecnologici
3.3.2.2. Obiettivo 2 – Interoperabilità¶
Contributo: DPaaS opera come punto di integrazione tra l’infrastruttura e le applicazioni esterne.
DPaaS raccoglie strumenti per la trasformazione dei beni digitali in data product integrabili in servizi finali quali portali, applicazioni, strumenti educativi e di ricerca. DPaaS funge quindi da ponte tra i dati culturali e i Destinatari, abilitando la condivisione, il riuso e la sostenibilità a lungo termine del patrimonio digitale. Contribuisce quindi, insieme a I.PaC, alla diffusione di protocolli comuni, vocabolari controllati e modelli di dati standardizzati che facilitano lo scambio di informazioni e la cooperazione tra istituzioni diverse, preservando la coerenza complessiva dell’ecosistema.
Formula SMART e KPI – Obiettivo 2 – Interoperabilità
Formula SMART: Almeno il 75% dei data product rilasciati in catalogo DPaaS espone output tramite API o formato aperto standard, e almeno il 60% utilizza beni digitali provenienti da I.PaC come fonte primaria o secondaria KPI esemplificativi:
- Numero di servizi in produzione che utilizzano data product DPaaS
- Media di servizi a catalogo applicati per data product
- Percentuale di data product rilasciati in formato interoperabile (API o formato aperto standard)
- Percentuale di data product che utilizzano beni digitali in I.PaC come fonte primaria o secondaria
3.3.2.3. Obiettivo 3 – Valorizzazione¶
Contributo: DPaaS contribuisce a trasformare i dati culturali in esperienze digitali concrete e servizi ad alto valore aggiunto.
DPaaS abilita molteplici scenari applicativi, dall’accessibilità del patrimonio alle esperienze immersive, dalla gamification al supporto decisionale per la conservazione, traducendo il patrimonio informativo in applicazioni fruibili da cittadini, professionisti, turisti e ricercatori. Il modello di co-creazione e il riuso sistemico delle soluzioni amplificano l’impatto della valorizzazione, permettendo che innovazioni sviluppate per contesti specifici vengano adattate e replicate, generando valore culturale, sociale ed economico su scala più ampia.
Formula SMART e KPI – Obiettivo 3 – Valorizzazione
Formula SMART: Almeno 100 prodotti o servizi sviluppati tramite DPaaS sono in produzione, raggiungendo complessivamente almeno 500 mila utenti finali KPI esemplificativi:
- Numero di destinatari raggiunti da servizi basati su DPaaS
- Numero di data product attivamente fruiti
- Ricavi da prodotti o servizi a pagamento basati su DPaaS
- Indice di soddisfazione degli enti culturali co-progettanti
3.3.3. Valore per gli Attori¶
DPaaS collega il mondo della ricerca e delle imprese al patrimonio digitale trasformando i dati in opportunità di valorizzazione. Offre un accesso semplificato a capacità tecnologiche avanzate che altrimenti richiederebbero investimenti proibitivi in termini di infrastrutture, competenze e tempo.
Le imprese culturali e creative trovano nella piattaforma un ambiente completo «chiavi in mano» che elimina le complessità tecniche tipicamente associate allo sviluppo di prodotti basati sui dati, permettendo di concentrarsi sulla dimensione creativa e sul valore culturale delle soluzioni piuttosto che sugli aspetti infrastrutturali. La disponibilità immediata di risorse computazionali scalabili, dataset organizzati e tecnologie avanzate riduce le barriere all’ingresso, consentendo anche a startup e piccole organizzazioni di competere con realtà più strutturate. Il modello di sviluppo low-code accelera i tempi di realizzazione, permettendo cicli di prototipazione rapida e test sul mercato che aumentano le probabilità di successo commerciale.
Per università e centri di ricerca, DPaaS costituisce un laboratorio digitale dove sperimentare metodologie innovative di analisi e visualizzazione dei dati culturali riducendo i costi di acquisizione e manutenzione di infrastrutture dedicate. La possibilità di accedere a dataset di dimensioni significative, organizzati in grafi della conoscenza semantici e costantemente aggiornati, apre prospettive inedite per ricerche interdisciplinari che combinano competenze umanistiche e tecnologiche.
Gli enti culturali beneficiano della possibilità di accedere a soluzioni innovative per le loro esigenze specifiche, dall’accessibilità per utenti con disabilità agli strumenti avanzati per il restauro, dalla gamification alle narrative digitali immersive, senza dover gestire internamente competenze tecnologiche specialistiche o sostenere investimenti ingenti, anche grazie all’opportunità di riuso di soluzioni già validate.
3.3.4. Servizi di trasformazione¶
DPaaS interviene primariamente nella fase di trasformazione dei beni digitali, abilitando la successiva creazione di nuovi prodotti e servizi.
La piattaforma mette a disposizione una serie di servizi tecnologici che costituiscono una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per l’elaborazione dei dati culturali. Attraverso un ambiente di sviluppo visuale e guidato, gli utenti possono selezionare e combinare questi servizi in flussi di lavorazione personalizzati, senza necessità di competenze avanzate di programmazione. Il risultato di tale processo sono i data product: interfacce dati strutturate, documentate e pronte all’uso, che rappresentano il punto di partenza per la realizzazione di applicazioni, analisi e servizi innovativi.
3.3.4.1. Esplorazione dati¶
I servizi per l’esplorazione dei dati consentono di ricercare ed esportare i dati del patrimonio digitale in dataset riutilizzabili. L’accesso a questi serviz è modulato in base alle competenze e alle finalità dell’utente: il Portale Ecomic permette di salvare ricerche tematiche, affinare i risultati ed esportare dataset sintetici; la piattaforma DPaaS offre strumenti avanzati di parametrizzazione, pensati per alimentare le successive attività di trasformazione. Le policy di visibilità e protezione definite a livello di infrastruttura assicurano che l’accesso avvenga nel rispetto delle regole stabilite dagli enti titolari, garantendo tracciabilità delle operazioni, coerenza semantica e tutela dei dati sensibili.
I servizi di esplorazione democratizzano l’accesso ai dati culturali, consentendo a qualsiasi tipologia di utente di interrogare il patrimonio e ottenere risorse pronte per il riuso, nel pieno rispetto delle tutele previste.
3.3.4.2. Elaborazione avanzata dei testi¶
I servizi per l’elaborazione avanzata dei testi trasformano i contenuti documentali del patrimonio in risorse strutturate, ricercabili e semanticamente arricchite. La piattaforma integra tecnologie per la trascrizione automatica di documenti stampati e manoscritti, il riconoscimento di entità, l’analisi semantica, la connessione con vocabolari controllati e basi di conoscenza esterne, abilitando la creazione di esperienze innovative quali assistenti conversazionali e interfacce di ricerca avanzata.
L’elaborazione avanzata dei testi trasforma il patrimonio documentale da archivio consultabile a risorsa interrogabile, rendendo leggibile alla macchina ciò che prima era accessibile soltanto allo studioso.
3.3.4.3. Rappresentazione spaziale¶
I servizi per la rappresentazione spaziale abilitano la visualizzazione e l’analisi delle componenti geografiche e tridimensionali del patrimonio culturale. La piattaforma mette a disposizione strumenti per la mappatura di dati geolocalizzati, la modellazione tridimensionale basata su fotogrammetria e scansioni, e la generazione automatica di modelli 3D, rispondendo a esigenze diversificate: mappe interattive, repliche tattili per l’accessibilità, documentazione diagnostica per il restauro, ricostruzioni virtuali di contesti storici.
La rappresentazione spaziale restituisce al patrimonio la sua dimensione territoriale, trasformando coordinate e geometrie in nuove possibilità di esplorazione e racconto.
3.3.4.4. Elaborazione avanzata delle risorse multimediali¶
I servizi per l’elaborazione avanzata delle risorse multimediali permettono di analizzare, classificare e arricchire automaticamente immagini, video e contenuti audiovisivi. La piattaforma integra tecnologie software in grado di identificare soggetti, oggetti e azioni, riconoscere similarità visive, effettuare correlazione tra risorse, nonché funzionalità specialistiche per la diagnostica e il restauro.
L’elaborazione delle risorse multimediali insegna alle macchine a vedere il patrimonio culturale, aprendo orizzonti inediti di analisi e scoperta.
3.3.5. Casi d’uso¶
3.3.5.1. Caso 1 – DPaaS per migliorare l’offerta degli Istituti culturali¶
Il caso evidenzia il valore di DPaaS per gli enti culturali, offrendo strumenti replicabili che migliorano l’accessibilità e permettono usi innovativi del patrimonio.
| Attori | Museo civico con collezioni digitalizzate ma scarsamente fruibili online |
| Bisogno | Offrire una forma di narrazione interattiva da integrare nel sito web |
| Servizi abilitati | Modulo Cat-IA, integrazione con dataset I.PaC, catalogo data product |
| Valore generato | Aumento dell’accessibilità, miglioramento dell’esperienza utente, uso innovativo del patrimonio esistente |
Tabella 9 I Caso d’uso 1 DPaaS
Un museo civico, con collezioni locali digitalizzate ma scarsamente fruibili online, vuole rendere più coinvolgente e accessibile l’esperienza virtuale per il proprio pubblico, soprattutto le scuole. L’obiettivo è offrire una forma di narrazione interattiva semplice da integrare nel sito.
Il museo si accredita su DPaaS come coordinatore di ente, e può così:
Accedere al catalogo dei data product, selezionandone uno già pubblicato da I.PaC sulle proprie collezioni archeologiche;
- esplorare il modulo “Cat-IA”, un chatbot semantico che sfrutta i grafi di conoscenza | e l’intelligenza artificiale generativa;
- associare Cat-IA al data productselezionato e personalizzare le risposte e il tono | del chatbot attraverso il pannello “My DPaaS”;
integrare il widget del chatbot direttamente nel proprio sito web, con supporto del team tecnico DPaaS.
Grazie all’utilizzo di DPaaS, il museo può offrire agli utenti del proprio sito un’interazione in linguaggio naturale per esplorare le collezioni. Per esempio, i docenti usano il chatbot in aula per esercizi didattici. Il tempo medio di permanenza sul sito raddoppia e il museo riceve riscontri positivi da parte del pubblico delle scuole.
3.3.5.2. Caso 2 – DPaaS come “cassetta degli attrezzi” per sviluppatori¶
Il caso dimostra come DPaaS genera valore per gli sviluppatori riducendo il time-to-market di prodotti innovativi, e quindi valore per l’ecosistema stimolando l’innovazione da parte di Attori esterni al sistema pubblico.
| Attori | Startup di storytelling digitale |
| Bisogno | Sviluppare un MVP per percorsi culturali narrativi multimediali con dati pubblici |
| Servizi abilitati | Ambiente di sviluppo, catalogo data product, strumenti IA, pubblicazione MVP |
| Valore generato | Riduzione time-to-market, validazione rapida, riuso pubblico |
Tabella 10 I Caso d’uso 2 DPaaS
Una startup specializzata in storytelling digitale per il turismo culturale vuole creare un’applicazione web che combini immagini, mappe e schede descrittive per costruire percorsi narrativi personalizzati. Non ha accesso diretto a dataset pubblici affidabili né risorse tecniche per integrare IA o pipeline dati complesse. L’obiettivo è creare un MVP (Minimum Viable Product) in tempi brevi per validare l’idea sul mercato ed eventualmente scalarla su più territori o tematiche.
La startup si registra su DPaaS attraverso il modulo per sviluppatori. Il gruppo di sviluppatori accede quindi all’ambiente laboratorio di DPaaS, dove ha a disposizione:
il catalogo dei dataset provenienti da I.PaC;
un ambiente di sviluppo configurabile (ETL, AI/ML, dashboarding) per elaborare dati, creare pipeline no-code/low-code e prototipare rapidamente;
- il catalogo dei servizi tecnologici abilitanti, con plugin pronti per l’analisi di immagini, | il riconoscimento NER e la traduzione automatica;
la funzione di pubblicazione nel catalogo pubblico dei data product, per testare il prodotto con utenti reali e raccogliere feedback iniziali;
Il supporto tecnico di onboarding, con template di documentazione e ambienti pronti all’uso.
Grazie a DPaaS, la startup realizza una prima versione funzionante del servizio, combinando immagini e metadati da diversi domini. Il prodotto è pubblicato nel catalogo DPaaS in modalità “Open” e riutilizzato da un museo regionale per un’iniziativa educativa. Questo avvia un ciclo virtuoso di co-creazionee valorizzazione interistituzionale.