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Documenti pubblici, digitali.

4.1. Servizi per la fruizione

I servizi per la fruizione sono progettati per consentire l’accesso pubblico al patrimonio culturale digitale tramite portali, applicazioni e interfacce interattive, con l’obiettivo di promuovere la scoperta e la conoscenza della cultura, l’inclusione, l’educazione e la partecipazione attiva dei pubblici.

Pensati per i diversi Destinatari dell’ecosistema – cittadini, studenti, turisti, ricercatori – tali servizi facilitano l’esplorazione del patrimonio e incentivano nuove forme di coinvolgimento, in linea con gli obiettivi strategici di fruizione avanzata del digitale.

4.1.1. Sistemi informativi afferenti alla categoria

Tra i sistemi informativi nazionali per la fruizione si possono citare, a titolo puramente esemplificativo:

  • piattaforme regionali e territoriali, che permettono la consultazione del patrimonio culturale locale, tra cui: Piemonte Italia Cultura, Cultura Toscana, PatER – Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna;
  • sistemi di fruizione museali, come Estense Digital Library, MuseoTorino e il Museo Galileo, che offrono esperienze di fruizione interattiva basate su mappe dinamiche, percorsi tematici e contenuti multimediali arricchiti;
  • Alphabetica, la piattaforma nazionale del MiC dedicata alla consultazione delle risorse bibliografiche e digitali, realizzata dall’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico);
  • Catalogo Generale dei beni culturali, il sistema informativo del MiC che raccoglie e rende consultabili dati, immagini e descrizioni dei beni culturali italiani.

Anche Digital Library, sfruttando i servizi abilitanti offerti dal nucleo tecnologico di Ecomic, ha sviluppato e reso disponibili diversi servizi per la fruzione, che saranno descritti nelle sezioni successive.

Le migliori pratiche a livello internazionale

Il panorama internazionale offre numerosi modelli e servizi di fruizione del patrimonio culturale, che rappresentano un riferimento utile per comprendere le potenzialità evolutive dei servizi Ecomic. Tra questi, possono essere ricordati:

  • Europeana, la biblioteca digitale che raccoglie e promuove il patrimonio proveniente da migliaia di istituzioni europee e offre strumenti di ricerca, esplorazione, educazione e riuso dei contenuti;
  • Gallica, la biblioteca digitale della Bibliothèque nationale de France (BnF), uno dei più grandi portali europei dedicati al patrimonio documentale che integra funzionalità di ricerca avanzata, consultazione ad alta definizione e strumenti narrativi;
  • Rijksstudio, la piattaforma digitale messa a disposizione dal Rijksmuseum, offre un’esperienza immersiva e altamente personalizzabile del vasto patrimonio attraverso la condivisione e il riuso dei contenuti.

Anche piattaforme come il Louvre e il Van Gogh Museum propongono modelli evoluti di accesso digitale, integrando tour immersivi, punti di interesse interattivi e contenuti educativi per tutte le fasce d’età.

4.1.2. Piattaforma di accesso integrato di Digital Library

La Piattaforma di accesso integrato, attualmente in fase di co-progettazione e sviluppo da parte di Digital Library rappresenta un punto di accesso unico e integrato al patrimonio culturale digitale di Ecomic, progettato per rendere semplice e intuitiva la fruizione e il riuso dei beni digitali da parte di tutta la cittadinanza.

Si configura come un portale generalista che aggrega i beni ospitati in I.PaC, includendo sia quelli prodotti in D.PaC sia quelli integrati dai sistemi degli enti che hanno reso visibili i propri dati. Anche grazie all’integrazione con i servizi di I.PaC, è in grado di offrire funzionalità avanzate di ricerca e filtraggio, percorsi inediti di scoperta e conoscenza della cultura italiana, opzioni di riuso e attivazione di operazioni di arricchimento tramite IA.

4.1.2.1. Contributo agli obiettivi di Ecomic

4.1.2.1.1. Abilitazione

Contributo: la Piattaforma promuove la fruizione inclusiva del patrimonio culturale digitale

La Piattaforma costituisce un punto di accesso pubblico, unificato e facilmente consultabile per tutte le categorie di Destinatari. Adotta un approccio generalista, consentendo di ricercare ed esplorare i contenuti digitali anche da parte di soggetti con bassa maturità digitale e conoscenze non specialistiche. È quindi uno strumento abilitante che estende le opportunità di accesso e conoscenza del patrimonio.

4.1.2.1.2. Interoperabilità

Contributo: la Piattaforma rende fruibile la connessione tra i beni digitali dell’ecosistema

La Piattaforma espone i beni digitali di enti e domini eterogenei e utilizza i servizi di I.PaC, valorizzando pienamente i grafi di conoscenza cross-dominio. La correlazione automatica tra beni digitali, basata su collocazione fisica, autorialità, tipologia e periodo storico, materializza il potenziale dell’interoperabilità creando percorsi di scoperta che attraversano i confini disciplinari tradizionali, preservando allo stesso tempo i collegamenti con i sistemi informativi di origine.

4.1.2.1.3. Valorizzazione

Contributo: la Piattaforma va oltre la semplice consultazione ed è orientata al riuso dei beni digitali

L’integrazione nella Piattaforma di funzionalità avanzate di consultazione ed esplorazione, quali l’esposizione di collezioni tematiche, la generazione di proposte personalizzate e l’arricchimento semantico delle schede dei beni, offrono esperienze immersive e a valore aggiunto. Inoltre, la possibilità di scaricare le risorse digitali, nel rispetto dei profili di protezione definiti dagli enti titolari, favorisce il riutilizzo dei beni digitali per fini di studio e di ricerca. In prospettiva, la Piattaforma potrebbe fungere da tramite per la richiesta di licenze commerciali, facilitando l’uso professionale e la pubblicazione dei contenuti culturali.

4.1.2.2. Servizi di accesso

La Piattaforma offre strumenti evoluti per l’accesso ai beni digitali, orientati a:

  • fruizione ed esplorazione avanzate: funzionalità di ricerca, navigazione semantica, esplorazione tematica e visualizzazione interattiva; ogni bene digitale è arricchito dai servizi di IA dell’infrastruttura (es. abstract, tag, estrazione di entità, immagini simili); un chatbot conversazionale permetterà l’interrogazione del patrimonio in linguaggio naturale ottenendo risposte basate sul grafo cross-dominio;
  • riuso e personalizzazione: funzionalità di download delle risorse digitali per il riutilizzo; gli utenti registrati dispongono di un’area personale dove salvare beni di interesse, creare e pubblicare collezioni tematiche personalizzate.

4.1.3. Agenti conversazionali Ecomic

Gli agenti conversazionali costituiscono una nuova generazione di interfacce per l’accesso semplificato e guidato al patrimonio culturale digitale. Integrabili in portali e applicazioni rivolti ai Destinatari, sfruttano il linguaggio naturale per accompagnare l’utente nell’esplorazione dei cataloghi, riducendo la complessità delle interrogazioni tradizionali. Sviluppati nell’ambito di DPaaS, gli agenti conversazionali Ecomic impiegano tecnologie semantiche e intelligenza artificiale generativa per fornire risposte pertinenti e contestualizzate.

4.1.3.1. Cat-IA – agente conversazionale per il Catalogo generale dei beni culturali

Cat-IA è un esempio di agente conversazionale per semplificare la consultazione del Catalogo generale dei beni culturali, una delle basi dati più articolate e strategiche del patrimonio culturale italiano. Cat-IA risponde al bisogno di superare alcune criticità ricorrenti: la frammentazione dei cataloghi, la difficoltà di accesso alle informazioni e l’assenza di strumenti intelligenti per la navigazione semantica. Attraverso un’interfaccia conversazionale basata su linguaggio naturale e intelligenza artificiale, l’agente guida l’utente in un percorso di ricerca personalizzato, permettendo di esplorare le schede del catalogo senza conoscere la struttura tecnica sottostante. Cat-IA integra i contenuti del catalogo con il grafo di conoscenzaI.PaC, offrendo una visione più connessa e ricca del patrimonio disponibile.

4.1.4. Mappa del patrimonio culturale digitalizzato

La Mappa del patrimonio culturale digitalizzato è uno strumento che consente l’esplorazione georeferenziata delle risorse digitali censite da Ecomic, integrando sia i dati presenti in I.PaC sia quelli relativi al patrimonio pregresso o sommerso. Basata su metadati geo-localizzabili e su una logica di collegamento tra beni, luoghi fisici e contesti giuridico-amministrativi, la Mappa fornisce una rappresentazione dinamica e aggiornata della distribuzione territoriale del patrimonio digitale. Questo strumento affronta le principali criticità legate alla frammentazione dei dati, alla scarsa visibilità delle realtà culturali minori e alla mancanza di integrazione tra sistemi culturali e gestionali. Attraverso processi di normalizzazione, arricchimento semantico e georeferenziazione, la Mappa rende accessibili e consultabili i beni digitalizzati anche in assenza di conferimento formale, contribuendo a una più ampia valorizzazione territoriale e alla scoperta del patrimonio meno noto.

4.1.5. Servizi generati dai percorsi di co-design

I percorsi di co-design attivati tra Digital Library e le Regioni hanno l’obiettivo di trasformare i bisogni dei territori in servizi e prodotti digitali concreti, destinati alla fruizione di cittadini, ricercatori, operatori culturali e professionisti della valorizzazione.

Il risultato è un mosaico di soluzioni complementari che arricchiscono l’ecosistema e dimostrano la sua capacità di adattarsi a contesti operativi differenti, generando servizi interoperabili, riusabili e orientati al valore pubblico.

4.1.5.1. Portale Cultura integrato e app di esplorazione culturale

Uno dei percorsi di co-design ha portato alla realizzazione di una struttura digitale integrata per la fruizione del patrimonio culturale territoriale, composta da un portale web e da un’applicazione mobile. Il risultato è un insieme di servizi che arricchiscono l’esperienza dei Destinatari e facilitano l’accesso ai contenuti culturali digitali. Tra i servizi e le funzionalità sviluppate:

  • un portale web che consente la consultazione di migliaia di beni digitali afferenti al patrimonio culturale del territorio, organizzati in schede descrittive e collezioni tematiche;
  • funzionalità multilingua, inclusa la lingua locale, grazie all’integrazione di servizi di traduzione automatica in cloud;
  • integrazione con lo standard IIIF per la visualizzazione di immagini ad alta qualità su web;
  • possibilità per utenti registrati di aggiungere annotazioni ai contenuti, creare storie digitali, tag e selezioni personali;
  • una applicazione mobile che permette la scoperta di oltre 400 luoghi (musei, monumenti, aree archeologiche e siti di archeologia industriale) con informazioni aggiornate su orari, accessibilità e servizi;
  • percorsi dedicati all’accessibilità per utenti con esigenze specifiche, integrati sia nell’app sia nel portale.

4.1.5.2. Chatbot culturale e personalizzazione della fruizione

Un altro percorso di co-design ha portato allo sviluppo di un chatbot dedicato alla fruizione dei contenuti culturali, integrato all’interno di un portale tematico. Il servizio consente all’utente di interagire in linguaggio naturale, ottenendo risposte immediate e personalizzate, facilitando l’orientamento fra contenuti complessi e migliorando l’accessibilità delle informazioni.

Il portale è stato inoltre arricchito grazie ai servizi di CPA che hanno permesso di:

  • generare abstract accessibili per la fruizione da parte di ipovedenti, con funzionalità di text-to-speech;
  • produrre sintesi automatizzate di percorsi narrativi, personalizzate in base al tipo di fruitore;
  • estrarre unità semantiche da schede descrittive, migliorando la qualità e la ricercabilità dei contenuti.

Il risultato è un servizio di accesso evoluto, capace di rendere i contenuti culturali più comprensibili, navigabili e inclusivi, in linea con i principi di abilitazione e accessibilità.