2.3. Cos’è il nucleo tecnologico di Ecomic?¶
Al centro dell’ecosistema si trova un nucleo tecnologico che fornisce servizi e strumenti digitali abilitanti. Questa sezione ne introduce i tre sistemi: D.PaC, I.PaC e DPaaS, che verranno maggiormente approfonditi successivamente e all’interno degli Executive Summary dedicati.
D.PaC è la piattaforma che supporta in modo strutturato ed efficiente la gestione, il monitoraggio e il controllo delle campagne di digitalizzazione dei beni culturali.
I.PaC è l’infrastruttura centrale di Ecomic che integra il patrimonio culturale digitale e ne rende possibile la gestione avanzata e la piena valorizzazione.
DPaaS è uno spazio di sperimentazione dove trasformare e combinare dati culturali per creare nuovi elaborati, ottenuti attraverso processi di arricchimento dei dati stessi.
2.3.1. D.PaC – Digitalizzazione per il patrimonio culturale¶
D.PaC è la piattaforma che supporta in modo strutturato ed efficiente la gestione, il monitoraggio e il controllo delle campagne di digitalizzazione dei beni culturali.
Nata nell’ambito del PNRR per gestire gli oltre 500 cantieri di digitalizzazione su tutto il territorio nazionale (sub-investimento M1C3 1.1.5), D.PaC si configura come un motore di workflow management che orchestra tutte le fasi del processo di digitalizzazione del patrimonio culturale, adattandosi alle esigenze diversificate di progetti di qualsiasi dimensione.
D.PaC offre alle amministrazioni committenti, agli enti titolari di beni culturali e agli operatori della digitalizzazione e della descrizione uno spazio condiviso che supporta la collaborazione e l’efficienza dei progetti, secondo un modello operativo standardizzato. La piattaforma integra diversi strumenti, organizzati in moduli, che permettono di pianificare le attività di digitalizzazione, gestire la documentazione di progetto, eseguire il caricamento dei pacchetti di contenuto, verificarne la qualità, descrivere i beni culturali, conferire le risorse digitali e le descrizioni nell’infrastruttura I.PaC. Tutte le fasi sono supportate da strumenti di monitoraggio e di business intelligence, consentendo una gestione dinamica e data-driven delle risorse e delle tempistiche.
D.PaC è un importante abilitatore organizzativo, che promuove l’ottimizzazione dei processi, riduce i costi operativi e contribuisce alla qualità dei beni digitali prodotti, rafforzando le competenze degli operatori coinvolti. Costituisce così la “porta di accesso” all’ecosistema, in quanto strumento di conferimento di risorse digitali e descrizioni in I.PaC, con un’attenzione particolare all’interoperabilità dei dati e alla loro fruibilità futura.
Nella futura configurazione “D.PaC gestione”, complementare rispetto a quella attuale, D.PaC offrirà anche strumenti per l’archiviazione e la gestione dei beni digitali, rispondendo alle esigenze di istituzioni di piccole e medie dimensioni che desiderano far parte di Ecomic ma non hanno un proprio sistema di gestione.
2.3.2. I.PaC – Infrastruttura e servizi digitali per il patrimonio culturale¶
I.PaC è l’infrastruttura centrale di Ecomic che integra il patrimonio culturale digitale e ne rende possibile la gestione avanzata e la piena valorizzazione.
I.PaC costituisce il cuore informativo e motore tecnologico dell’ecosistema, progettato per assicurare l’archiviazione sicura, la gestione e l’arricchimento dell’intero patrimonio culturale digitale italiano. Integra i beni digitali e i dati culturali rendendoli interoperabili, valorizzabili e riutilizzabili in vari contesti.
La sua architettura si fonda sul principio della cooperazione applicativa tra sistemi: I.PaC non è un ambiente d’uso diretto per le persone, ma un sistema machine-to-machine che permette a software e infrastrutture di enti diversi di scambiare e arricchire informazioni in modo automatico e sicuro. Musei, archivi, biblioteche, enti territoriali, istituti centrali e soggetti di ricerca o del settore creativo possono aderire stipulando accordi di cooperazione e collegando i propri sistemi all’infrastruttura.
Attraverso un insieme articolato di servizi tecnologici abilitanti, I.PaC gestisce l’intero ciclo di vita dei beni digitali: dall’archiviazione di risorse digitali e/o descrizioni alla loro gestione, fino ai processi di elaborazione tecnica e semantica. I servizi più innovativi riguardano i grafi di conoscenza, che rappresentano in forma relazionale le connessioni tra beni, persone, luoghi e concetti, permettendo di ricostruire contesti e legami culturali anche trasversali ai diversi domini disciplinari.
In questo modo I.PaC costituisce la base comune su cui gli Attori dell’ecosistema costruiscono e potenziano i propri sistemi informativi per la fruizione e la gestione, e i servizi a valore aggiunto.
2.3.3. DPaaS – Piattaforma data product as a service¶
DPaaS è uno spazio di sperimentazione dove trasformare e combinare dati culturali per creare nuovi elaborati, ottenuti attraverso processi di arricchimento dei dati stessi.
DPaaS è una piattaforma-laboratorio progettata per facilitare la creazione e l’implementazione di servizi digitali a valore aggiunto basati sui dati culturali archiviati in I.PaC e da altre fonti esterne. Mette a disposizione di imprese culturali, creative e tecnologiche, sviluppatori, enti di ricerca e formazione spazio computazionale, strumenti avanzati e accesso ai dati utili allo sviluppo di nuove soluzioni per il mondo della cultura.
DPaaS rappresenta il punto d’incontro tra patrimonio e creatività, tra dati e servizi innovativi, tra pubblico e privato. È l’ambiente dell’ecosistema che semplifica e accelera la valorizzazione dei dati culturali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del settore. A partire da DPaaS i beni digitali possono essere trasformati in esperienze digitali personalizzate, strumenti educativi, percorsi turistici intelligenti, applicazioni interattive o contenuti per la ricerca.
La piattaforma offre un ambiente integrato con tecnologie avanzate che permettono di organizzare, combinare ed elaborare i dati culturali in modo efficiente, realizzando data product personalizzati. I data product costituiscono la base per sviluppare nuovi servizi digitali o condurre ricerche avanzate.
In pratica, DPaaS aiuta gli Attori a costruire soluzioni su misura per esigenze specifiche, orientate ai più diversi ambiti di valorizzazione quali gamification, accessibilità, fruizione avanzata, ricerca, tutela, educazione, narrazione digitale, progettazione culturale.
DPaaS agisce da porta di accesso a un mercato di servizi ad alto valore aggiunto, favorendo l’innovazione, la collaborazione, la velocità, la scalabilità e il riutilizzo.
2.3.4. Ruolo dell’Intelligenza Artificiale (IA)¶
Lo sviluppo del nucleo tecnologico di Ecomic ha beneficiato di un’intensa attività di sperimentazione volta a esplorare le potenzialità dell’IA nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale digitale con l’obiettivo di renderla un’infrastruttura cognitiva pubblica, affidabile e sostenibile, al servizio dell’intero ecosistema. L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una leva potente per trasformare il patrimonio culturale digitale in una risorsa viva, interrogabile e attivabile. Non si limita a velocizzare operazioni o automatizzare processi: consente di estrarre conoscenza dai dati, di rendere accessibili contenuti complessi, di guidare nuovi modi di esplorare il patrimonio culturale.
La sperimentazione si è concentrata, in prima istanza, sulla categoria BitStream, che comprende le operazioni che trasformano gli oggetti digitali (es. testi scansionati, immagini, mappe, audio, video) in contenuti leggibili, indicizzabili e utilizzabili dai sistemi informatici. Ne sono esempi gli algoritmi per il riconoscimento del testo da immagini (OCR), la trascrizione automatica di file audio o video, la generazione di abstract e indici, la conversione di testi in voce.
La seconda categoria di funzionalità sperimentate, DataStream, lavora invece al livello semantico dei beni digitali per contestualizzarli e renderli strutturati, connessi e interrogabili, supportando nuove forme di ricerca, narrazione e fruizione. Rientrano in questa categoria le operazioni di clusterizzazione di entità simili, riconciliazione con authority filee vocabolari controllati, bonifica testuale e strutturale, arricchimento dei profili descrittivi. Queste funzionalità rappresentano un supporto significativo al lavoro di catalogatori e archivisti sia nella revisione di descrizioni esistenti sia nella creazione di nuove descrizioni.
Infine, l’introduzione di agenti conversazionali basati su modelli linguistici addestrati rappresenta una terza area sperimentale. L’applicazione di retrieval-augmented generation (RAG) fa sì che gli agenti forniscano risposte attendibili e verificabili basate sulla conoscenza strutturata presente nel grafo semantico .
Nel suo complesso, la sperimentazione condotta da Digital Library assume un ruolo pionieristico, dimostrando la fattibilità e la maturità dell’intelligenza artificiale applicata al ciclo di vita del bene digitalee offrendo una base tecnologica solida per l’intero ecosistema: le soluzioni testate, adattate e consolidate in fase sperimentale sono oggi pronte per essere rese disponibili su scala nazionale attraverso i servizi e gli ambienti del nucleo tecnologico di Ecomic.



